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    Giuseppe Tuccio “garante per i detenuti”

    E’ il magistrato Giuseppe Tuccio il Garante dei diritti dei cittadini detenuti o privati della libertà personale della città di Reggio Calabria. La figura, che si occuperà in generale della tutela del detenuto e della sua successiva ‘risocializzazione’ tramite strumenti idonei, è stata presentata questa mattina a Palazzo San Giorgio dal sindaco Giuseppe Scopelliti, dal presidente del Consiglio Comunale Aurelio Chizzoniti,  dall’assessore alle Politiche Sociali Tilde Minasi, dal Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Paolo Quattrone, e da Maria Carmela Longo, direttrice della casa circondariale cittadina.
    L’istituzione di questa struttura colloca Reggio Calabria tra le poche città italiane (Torino, Roma, Firenze, Bologna) che hanno già adottato un profilo professionale proiettato verso il mondo penitenziario. “Un percorso – ha dichiarato il sindaco Scopelliti – che testimonia l’interesse della Città verso i bisogni del territorio. Basti considerare come l’iter abbia coinvolto l’assessorato competente e la presidenza del consiglio che per circa un anno hanno lavorato costantemente insieme al consiglio comunale ed i capigruppo. Grazie a questa sinergia possiamo istituire una figura importante che reca con sé i segnali di vicinanza e sensibilità dell’istituzione nei confronti di coloro che oggi compongono la popolazione carceraria ma che domani si ritroveranno a vivere di nuovo una quotidianità, per affrontare la quale necessiteranno di sostegno. Non abbiamo avuto dubbi nel ritenere il presidente Tuccio personaggio più che idoneo per ricoprire tale incarico: una figura superpartes dalla prestigiosa esperienza nel campo della magistratura”.
    E proprio Giuseppe Tuccio ha tracciato un dettagliato excursus sulle competenze del Garante e sulle difficoltà che s’incontrano nel cammino di reinserimento del detenuto. Tuccio ha evidenziato in particolare la tutela di quest’ultimo, al quale “deve essere assicurato un ancoraggio saldo e concreto alle regole etiche, alle regole della legalità, porgendogli la mano, agevolando il suo difficile processo di liberazione”. “Il Garante – ha precisato ancora Tuccio – è in condizione di accertare le reali condizioni di detenzione ed il rispetto dei diritti dello status di detenuto, tra cui, oltre quelli inerenti la sua salute fisica ed i suoi rapporti con l’ambiente familiare, l’effettiva fruizione di ogni possibile opportunità di avviamento al lavoro, fattore primario per l’avvio di un serio processo di recupero sociale”. Secondo Tuccio, tale recupero rappresenta un veicolo di lotta alla criminalità in quanto si “elidono i legami che, proprio nel mondo carcerario la mafia salda con i giovani originariamente non appartenenti al loro mondo. Ciò può attuarsi attraverso l’offerta di concrete chance risocializzanti, tra cui sicuramente assume rilievo l’avviamento al lavoro. Per questo ritengo che l’iniziativa del sindaco Scopelliti, dell’amministrazione comunale e del presidente Chizzoniti sia rappresentativa di particolare sensibilità: individuando una particolare componente debole della comunità hanno dimostrato come è sempre possibili individuare e perseguire il superiore bene comune”.
    “Un gesto prezioso”. Così Quattrone ha commentato l’istituzione del Garante, premettendo che proprio dal carcere “deve partire un forte segnale di legalità, un modello di vita rappresentato dall’operatore penitenziario. Le fasce emarginate della società riguardano tutti e proprio verso di loro abbiamo un dovere preciso di solidarietà”. Compiacimento è stato espresso anche dalla direttrice Longo: “L’attenzione che l’amministrazione comunale ha rivolto alla nostra istituzione mi fa onore sia come direttore che come cittadina. Il garante rappresenta un’importante opportunità”. Maria Carmela Longo nel dare il benvenuto a Giuseppe Tuccio ha voluto rendergli omaggio di un’icona sacra realizzata dalle detenute. (ROTO SAN GIORGIO)