C’era anche Monsignor Vittorio Mondello alla presentazione ufficiale a Palazzo della Provincia, del Corso di formazione “La chiesa nella città moderna, architettura, arte e progetto urbano”. Obiettivo della tre mesi di studio nata dalla collaborazione tra l’Unione Cattolica Italiana Tecnici e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, è quello di consentire un approfondimento delle tematiche di progettazione di nuovi edifici e il recupero di quelli già esistenti, nel nome del “culto”.
Insomma far dialogare: arte, architettura e liturgia. Affrontando quelle problematiche legate all’edilizia liturgica in una città che va nel terzo millennio. Aiutando così, ha spiegato Mons. Mondello, quei professionisti come gli storici, i restauratori, gli archeologi, così come gli ingegneri e gli architetti, a riflettere su quelle che sono le categorie fondamentali di un edificio religioso. Allo scopo di creare un nuovo che rispecchi però esigenze antiche quanto l’uomo.
Già perché vero è che molte chiese contemporanee di ultima generazione, spiegano, destano qualche perplessità. Positivo serto il giudizio estetico, rispondente a determinati canoni moderni. Un po’ meno entusiasta quello relativo alle fondamentali esigenze liturgiche, ovviamente imprescindibili in un edificio sacro.




