Dopo la conferma, da parte del centro di referenza nazionale di Padova, di un caso di aviaria su un cigno ritrovato morto a Pantano Grande, nel comune di Bruzzano (Reggio Calabria), si allunga l’elenco delle aree soggette a restrizione per il ritrovamento di uccelli colpiti dall’H5N1 ad alta patogenicità.
Lo prevede una nuova ordinanza del ministero della Salute, firmata il 28 febbraio scorso e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, che aggiorna la precedente ordinanza emanata subito dopo i primi casi di aviaria in Italia.
Queste le aree in cui vengono istituite zone di protezione e sorveglianza: Calabria, Puglia, Sicilia, Umbria. In dettaglio, le misure riguardano: Pizzo Calabro (Vibo Valentia), Bruzzano (Reggio Calabria), Manduria (Taranto), Giarre, Mascali, Mineo e Catania, Marina di Melilli (Siracusa); Torre San Giovanni Ugento e Vernole (Lecce), Rodi Garganico (Foggia), Giovinazzo (Bari); Panicate (Perugia).
In queste aree verranno applicate nuove misure urgenti di protezione contro la diffusione del virus. Tra questi: l’istituzione di una zona di protezione di almeno tre chilometri, e una di sorveglianza del raggio di almeno 10 km. Devono essere individuati tutti gli allevamenti nella zona di protezione e sottoposti a controlli e alle misure di bio-sicurezza. E’ vietato il trasporto di volatili domestici e altri volatili in cattività, di uova da cova, di carne. Divieto anche per la caccia agli uccelli selvatici e per fiere, mercati ed esposizioni di volatili domestici e in cattività.
Tra le novità anche un’altra ordinanza ministeriale al riguardo che integra la composizione dell’Unità centrale di crisi, che ha il compito di monitorare costantemente la
situazione e di intervenire in caso di emergenza nel nostro Paese con un rappresentante della direzione generale di sanità militare del ministero della Difesa.




