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    Svolto un nuovo incontro organizzato dal Cis della Calabria

    La parrocchia San Giorgio al Corso della chiesa degli artisti di Reggio Calabria in sinergia con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, mercoledì 25 agosto 2021, nel Chiostro della chiesa di San Giorgio, hanno promosso la conferenza “La Chiesa di Francesco: dalla “Burocrazia Sacra” alla Profezia”. Ha relazionato don Nuccio Cannizzaro, Parroco della Parrocchia di San Giorgio al Corso. Ha coordinato la manifestazione Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Nella sua lunga e articolata relazione don Nuccio Cannizzaro ha preso lo spunto per il suo intervento dall’ultima intervista di benedetto XVI apparsa in questi giorni sulla rivista tedesca” Herder Korrespondenz” dal titolo: Sono stato un buon pastore?”. Il relatore ha affermato decisamente che tra papa Francesco e papa Benedetto XVI non c’è alcuna cesura, in quanto l’insegnamento di Benedetto e l’operato di Francesco per la riforma della Chiesa si integrano e si completano a vicenda. Benedetto offre le sue analisi critiche e argute di fine teologo, Francesco da riformatore convinto, se ne serve per operare e incidere sui nervi scoperti di una nomenclatura ecclesiastica oramai sclerotizzata e non più utile al servizio dell’evangelizzazione. Don Nuccio nella sua relazione ha dimostrato che i il pensiero di Benedetto sulla condizione storica della Chiesa contemporanea si fonda già in numerosi testi e interviste rilasciate nel corso degli anni dall’allora cardinale e poi papa. La denuncia del relativismo dilagante nel mondo e nella società cristiana fu denunciata a chiare lettere nel libro scritto da Ratzinger con Marcello Pera già nel 2004.Tale tematica poi fu approfondita in molti discorsi, ma in particolare nel libro scritto proprio da Ratzinger “La mia Vita”, dove fa emergere in maniera lucida il ruolo dell’Europa nella crisi delle culture. Successivamente nel libro intervista a cura di Peter Seewald “La luce del mondo” del 2010, Ratzinger analizza la crisi della Chiesa occidentale e invoca una nuova primavera dello spirito. Infine, nel libro “Ultime conversazioni” sempre a cura dello stesso autore Seewald, Benedetto XVI in una sorta di testamento spirituale, lascia ai posteri alcune lucide analisi della situazione della Chiesa cattolica e del mondo contemporaneo, additando strade da percorrere per un vero rinnovamento della fede. Infine, nell’ultima intervista citata, Benedetto XVI partendo da alcune considerazioni sulla chiesa tedesca, fa alcune affermazioni che toccano tutto il cattolicesimo. Per esempio, raccomanda che la Chiesa Cattolica si esprima per mezzo del cuore e dello spirito, contro ogni forma di burocrazia nella fede. Inoltre invita la chiesa a demondanizzarsi, cioè prendere le distanze dalla mondanità e denunciare tutte le storture che il pensiero moderno imbevuto di individualismo e di relativismo sta seminando tra le culture. Inoltre afferma che la dottrina deve svilupparsi dentro e fuori dalla fede, non starle accanto, ciò significa che il dibattito dottrinale non può ridursi a mero confronto culturale. Infine la critica più decisa, Benedetto la rivolge alle istituzioni ecclesiali. Molte persone, afferma, che sono coinvolte in posizione di vertice nella Chiesa, con il loro operato non spesso oscurano la missione della Chiesa invece di esaltarla. Inoltre accusa la laicizzazione della gestione della Chiesa in Germania denunciando la fede solo ufficiale di coloro che scrivo testi ufficiali della Chiesa, senza il necessario coinvolgimento esistenziale. Cioè, denuncia i funzionari del sacro che burocratizzano la fede. È arrivato il momento, afferma Ratzinger di distinguere nella Chiesa tra i credenti e i miscredenti. Sostituire all’ufficio ecclesiastico, la missione profetica, al potere, il servizio, al ruolo, la testimonianza. Se notiamo è la strada che papa Francesco sta percorrendo, per esempio con la recente pubblicazione del Decreto del Dicastero per i laici, sull’esercizio del governo nelle associazioni internazionali dei fedeli.