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    Sanità Calabria, Nesci (M5S) chiede a governo di rimuovere commissari e denuncia: “Modifiche segrete a rete ospedaliera”

    Per le modifiche al decreto commissariale sulla nuova rete dell’assistenza non pubblicate sul sito della Regione Calabria, la deputata M5s Dalila Nesci ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e ai ministri della Salute e dell’Economia, nonché un esposto penale alle procure di Roma e Catanzaro. La parlamentare ha chiesto ai ministri destinatari «se non ritengano di dover revocare nell’immediato, all’ing. Massimo Scura e al dott. Andrea Urbani, gli incarichi di commissario e sub-commissario per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della Calabria e se non ritengano improrogabile la restituzione alla regione dell’intera competenza sulla sanità, per la regolare prosecuzione del medesimo piano di rientro». Secondo la parlamentare 5 stelle, la vicenda «del decreto corretto in extremis, senza alcun riscontro delle modificazioni sul sito della regione Calabria, è di estrema gravità, anche tenendo conto di continui omissioni, contraddizioni e sconfinamenti della struttura commissariale». Non solo, per Nesci l’episodio in questione «conferma un’approssimativa e pericolosa gestione della sanità da parte dei delegati del governo, peraltro ad avviso dell’interrogante nominati in violazione di legge». Ancora, la parlamentare ha scritto che il caso del decreto in questione «autorizza a pensare a una gestione personalistica e privatistica della sanità da parte dei commissari del governo, la quale, ove sganciata dalla verifica puntuale sui bisogni e da ogni valutazione tecnico-organizzativa, si ridurrebbe a un fatto di rapporti diretti con sindaci e altri rappresentanti, col pericolo di informarsi a un clientelismo politico ammantato burocraticamente e istituzionalmente». Alle procure di Roma e Catanzaro, la parlamentare M5s ha invece evidenziato la vicenda riassunta nell’interrogazione n. 4-12409, dell’otto marzo scorso, da cui emergerebbe che il commissario Scura non conosce affatto la differenza tra autorizzazione e accreditamento in materia sanitaria. Per Nesci ciò sarebbe una carenza incompatibile con l’incarico assegnato ai sensi dell’articolo 1, comma 569, della legge 190 del 2014, che prevede che il commissario debba possedere un curriculum che evidenzi qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria.