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    Sanità Calabria, Idm: “Dualismo che crea danni e non fa ripartire”

    “Sulla questione sanità – scrive in una nota il senatore e segretario regionale Idm Calabria, Nicodemo Filippelli – serve voltare pagina se non, addirittura, chiudere un libro ed aprirne un altro, ponendo fine al dualismo in atto tra la struttura commissariale da una parte e la Giunta ed il Consiglio regionale dall’altra.
    Un dualismo che pone un freno preoccupante ad un rilancio di un comparto strategico e fondamentale, che tocca da vicino ogni cittadino calabrese.
    Ed è stato questo uno dei principali argomenti di discussione messi sul tavolo della direzione regionale de “L’Italia del Meridione”, svoltasi ieri a Lamezia Terme.
    Una direzione all’interno della quale tutti i componenti hanno inteso convergere sull’opportunità di chiedere, al Presidente Mario Oliverio, il massimo impegno affinché promuova, verso il Governo Renzi, ogni iniziativa utile che possa stoppare la gestione commissariale della sanità calabrese.
    Una gestione che, di fatto, sta esautorando il Consiglio regionale dal proprio ruolo, dalle proprie responsabilità e dalle proprie scelte di organo elettivo, creando pericolosi precedenti e compiendo, soprattutto, delle iniziative spesso non condivisibili e molto discutibili.
    Chi non sta sul territorio, non potrà mai capirne le esigenze ed i tanti aspetti di una collettività che, per quanto concerne la salute (almeno quella), ha bisogno di tutela, di garanzie e di concretezza.
    Per questo motivo, siamo pronti a schierarci di fianco al Governatore Oliverio, al fine di poter far valere le ragioni delle nostre realtà e delle nostre comunità, rispetto a freddi calcoli matematici o rispetto, peggio ancora, ad un commissariamento che nulla di positivo e nulla di buono ha prodotto.
    Serve una rottura immediata con l’andazzo attuale e la rimozione del commissario Scura, incapace di confrontarsi con gli organi politici e con chi rappresenta, in sede di massima assise regionale, tutti quei calabresi che, ad oggi, si sentono sfiduciati e scippati del diritto alla salute”.