Il trasporto merci su strada ha bisogno di regole certe per vivere e per crescere. È questo uno degli argomenti principali ribaditi dal Segretario Regionale con delega al trasporto merci della della Fit-Cisl Calabria Vincenzo Pagnotta a seguito di una riunione tenutasi giorni addietro nelle sede dell’ O.S. E’ stato ripreso il tema : “Cabotaggio: trovare la strada per sconfiggere il dumping sociale”. Abbiamo voluto analizzare e approfondire il fenomeno distorto del cabotaggio nel trasporto merci su strada per trovare condivisione con istituzioni e datori di lavoro al fine di contrastare un fenomeno di dumping che sta distruggendo le aziende italiane del settore”. Per cabotaggio si intende la possibilità che un vettore di uno Stato membro dell’Ue ha, a seguito di un viaggio internazionale, di effettuare nell’arco di una settimana tre viaggi nello Stato ospitante per poi tornare nel proprio paese. Strumento, questo, di cui alcune aziende abusano facendo rimanere a lavorare in Italia autisti dell’Est Europa molto più della settimana prevista. Siamo molto preoccupati, perche’ anche da noi in Calabria, iniziamo a registrare situazioni alquanto anomale. La concorrenza sleale dell’abuso, oltre le norme previste, dei viaggi interni all’Italia di chi viene dai paesi dell’Est e che fa in Italia più dei tre viaggi possibili a seguito di un viaggio internazionale, sta distruggendo un settore produttivo nel Paese, con ricadute pesanti sul lavoro e sui nostri lavoratori”. “Per quanto ci riguarda – abbiamo chiesto, ribadendolo, di rivedere le norme europee che consentono tre viaggi di cabotaggio e che sono troppo generose. Abbiamo anche detto che il livello dei controlli e delle sanzioni sono, rispettivamente, troppo basso e poco efficaci. Chiediamo di aumentare i controlli con un sistema sanzionatorio veramente penalizzate che produca delle black list rispetto ad aziende che violano sistematicamente le regole. Anche una rivisitazione delle tecnologie a disposizione è ineludibile: non capiamo perché non si pensi al sistema di controllo satellitare, ad esempio. Oggi costerebbe pochissimo e eviteremmo le classiche manomissioni del tachigrafo”. Purtroppo ormai “Troppe aziende stanno chiudendo e non è solo colpa della crisi. Non funzionano le regole del settore. Dobbiamo prendere esempio dai paesi come la Francia che sta cercando di risolvere il problema e allearci con loro nel chiedere cambiamenti a livello europeo”. Serve un presidio di regole fondamentali per tutta la catena dal committente al consumatore. Questo dà giusto valore al lavoro e all’impresa che rispetta le regole”. Per quanto ci riguarda,come da sempre resteremo vigili nei controlli ed pronti ad eventuali denunce.




