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    Regione, spese di rappresentanza e la nebulosa dei contenziosi

    Secondo quanto emerso dall’analisi della relazione dell’esercizio finanziario della Regione Calabria per il 2014, sono diminuite le spese di rappresentanza pari, per il 2014, a 20mila euro. I valori, infatti, hanno registrato un decremento rispetto agli anni precedenti, circa 25mila nel 2013 e più di 217mila nel 2012. La Corte al riguardo ha inoltre rilevato una “violazione delle procedure pubbliche previste per dalla legge per la scelta del terzo contraente, l’assunzione di un impegno di spesa successiva al perfezionamento delle obbligazioni e la mancanza del requisito di inerenza, soggettività e oggettività delle spese sostenute a titolo di rappresentanza”.

    La Sezione di Controllo ha infine analizzato il capitolo del contenzioso dal quale “possono derivare effetti economici negativi tali da risultare una delle principali cause di squilibri strutturali dei bilanci degli Enti pubblici”. Al riguardo nei confronti della Regione Calabria nel 2014 “sono stati incardinati 7.669 nuovi contenzioni”. La Regione, inoltre, “non ha cognizione del numero totale dei procedimenti giudiziali a suo carico” e la Sezione “può soltanto prendere atto della incapacità dell’Amministrazione regionale di fornire dati che siano minimamente significativi, con riferimento ad un ambito altamente sensibile per gli equilibri finanziari dell’Ente”.
    In conclusione, “infine sui saldi contabili – dichiara il procuratore regionale Rossella Scerbo – non possiamo che evidenziare per il 2014 un peggioramento degli accertamenti e delle riscossioni e conseguentemente degli stanziamenti finali. La Procura condivide le preoccupazioni espresse dalla Sezione in ordine al potenziale fattore di squilibrio con tutte le ricadute sul saldo finanziario insito nella inadeguatezza del fondo”.

    Clara Varano