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    Lotta al racket in Calabria: stipulata intesa tra Prefetture, Procure distrettuali e Abi

    I prefetti della Calabria, le Procure distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria e Abi, l’Associazione bancatia italiana, in ambito regionale hanno sottoscritto a Catanzaro un Protocollo d’intesa finalizzato ad estendere la circolarità delle informazioni relative alla sospensione dei termini in favore delle vittime di richieste estorsive e di usura, anche alle banche, di volta in volta interessate, tramite l’Abi regionale. “L’intesa – ha spiegato il prefetto di Catanzaro Luisa Latella – mira a tutelare maggiormente le vittime del racket che spesso dopo la denuncia vedevano aggredito il proprio patrimonio da enti che non erano a conoscenza della situazione. Blocca le procedure esecutive per 300 giorni dal decreto della Procura dove è stata sporta denuncia”.

    È la prima volta in Italia che le prefetture locali stipulano un’intesa con l’Abi per contrastare il fenomeno estorsivo, “per questo motivo – ha sottolineato Luisa Latella – abbiamo ricevuto i complimenti dal commissario nazionale antiracket Santi Giuffrè”.
    “Quello che preme a noi come prefetti ed alle procure – ha dichiarato il prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino – è fare leva sui soggetti che non denunciano, spingerli a trovare il coraggio di farlo, perché solo così si combatte il fenomeno”.
    Il protocollo è basato su due leggi degli anni ’90, la 44/99 e la 241/90, che mirano ad agevolare, attraverso un provvedimento emesso dal Procuratore della Dda, le vittime del racket negli adempimenti ai quali il soggetto è tenuto vario livello, ed ha anche lo scopo, attraverso le associazioni di categoria, di aiutare a combattere il racket. “L’accordo sottoscritto oggi – ha aggiunto il procuratore di Catanzaro Vincenzo Lombardo – serve a rendere efficace e immediato il provvedimento preso. L’Abi si impegna perché l’interscambio di informazioni sia immediato e diretto”.
    La prima iniziativa di intesa basata su questo argomento, tra Prefettura e Procura, è stata promossa a Reggio Calabria. “Il primo protocollo di intesa – ha chiarito il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho – nasce proprio su iniziativa della mia Procura. Dopo la denuncia di una vittima, infatti, Equitalia e le Entrate aggredirono immediatamente il suo patrimonio e solo dopo, scoprendo la denuncia, decisero di rivolgersi a noi perché non ne sapevano nulla. Da lì è nata l’esigenza di informare tutti gli enti interessati, perché ci siamo resi conto che mancava la comunicazione”.
    “L’Abi – ha dichiarato Giuseppe Minervino, presidente dell’Abi Calabria – è sempre stata sensibile all’argomento. Il fenomeno in Calabria è grave e l’intesa rappresenta un inizio. L’Abi, per quanto potrà, metterà a disposizione massima disponibilità come anello di congiunzione con le numerose banche del territorio”.