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    Questo commissario della Sanità in Calabria non ci deve stare

    Sulla sanità scoppia la guerra tra poveri Catanzaro-Cosenza

    Houdini non sarebbe stato capace di un’impresa così ardua: far sparire un ospedale, dalle carte si intende. Eppure è questa l’accusa che il sindaco del capoluogo di regione, Sergio Abramo, lancia contro il governatore dem Mario Oliverio.

    Sul banco degli imputati i recenti proclami di Oliverio che ha annunciato che presto partirà la progettazione per il nuovo ospedale di Cosenza. Apriti cielo. Un proclama che se da un lato ha rassicurato i numerosi utenti cosentini, che quotidianamente fruiscono della nostra “Sanità”, dall’altro ha dato il là ad Abramo per innescare una polemica destinata a diventare una vera e propria guerra fra poveri. Le procedure per la realizzazione degli ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro, è risaputo, sono andate avanti, mentre del nuovo ospedale di Catanzaro non si sa più nulla e “non si sa neppure – scrive Abramo – dove sono finiti i soldi”.

    E’ vero l’ospedale Pugliese di Catanzaro non è adeguato. Reparti con carenze strutturali e di organico, collocazione territoriale poco strategica, visto il bacino di popolazione che serve come unico pronto soccorso capace di gestire ogni genere di emergenza in provincia e non solo. L’ospedale di Cosenza, tuttavia, non se la cava meglio. Sono note, oltre alle proteste dei dipendenti costretti a turni massacranti e finiti al pronto soccorso per il blocco del tourn over, anche i recenti casi di “mala sanità”. Abramo però attacca ugualmente, nel nome di una situazione ugualmente precaria nella sua città “dove ha sede l’università di medicina” e ribadisce come “questo sia un disegno che tende a spostare a nord il baricentro non solo sanitario, ma anche politico e culturale, della Calabria”.

    E fin qui Abramo. Solo poche ore e arriva la dura, lucida e per nulla diplomatica risposta di Oliverio che accusa il sindaco di Campanilismo, di aver abbandonato la sua città, di aver contribuito a sotterrare la Fondazione Tommaso Campanella insieme ad “una Regione che non ha mosso un dito per la realizzazione del nuovo ospedale del capoluogo e a tutti coloro che, nel contempo, hanno portato la Fondazione Campanella alla distruzione” nei confronti dei quali il sindaco Azzurro è stato “soccombente e subalterno”. Come a dire “fin quando c’erano i tuoi, per un decennio, non hai alzato un dito per il progetto stagnante dell’ospedale e adesso?”. Già, e adesso? Adesso si parla di un sorpasso di Cosenza su Catanzaro, quando, in realtà, sono entrambe ferme al palo…

    Una “telenovela”, dunque, in salsa calabrese caratterizzata da chi la spara più grossa, l’accusa si intende, alla quale poche ore fa si è aggiunto anche il sindaco di Cosenza Mario occhiuto.

    (ClaVa)

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