Una delegazione italiana del ministero della Giustizia da domani tratterà con il Governo emiratino l’accordo in tema di estradizione e cooperazione giudiziaria. A darne notizia è il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, che da tempo chiede al Governo italiano di operare per il rientro di Amadeo Matacena, ex deputato di Forza Italia, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo stesso Mattiello accoglie in maniera positiva questo nuovo round “tra i due Governi per l’approvazione dei trattati, ma i tempi per renderli operativi potrebbero essere lunghi: infatti gli accordi dovranno prima essere approvati dai Governi e poi, almeno nel caso italiano, ratificati dal Parlamento”. Potrebbero volerci anni, spiega ancora l’esponente. Intanto Amedeo Matacena resta ufficialmente latitante a Dubai: “chi paga i suoi conti? Immagino che la magistratura sia intervenuta, sequestrando tutto ciò che ha potuto, ma considerato che i processi che sono in corso a Reggio Calabria e che vedono imputati tra gli altri la Rizzo e Scajola, hanno tra i capi di imputazione proprio la schermatura dei patrimoni riconducibili a Matacena, è verosimile che qualcosa sia sfuggito alle maglie dei sequestri. Auspico che quanto prima sia inibita al Matacena ogni forma di accesso al credito, così da rendergli impossibile materialmente la permanenza a Dubai”. E, proprio nel corso dell’ udienza del 25 febbraio scorso, il tribunale di Reggio Calabria, ha revocato alla moglie, Chiara Rizzo, la prescrizione imposta dal gip di non uscire dall’abitazione “dalle 20 alle 8”. Insieme a lei viene processato Martino Politi, uno dei più stretti collaboratori di Matacena. In un altro processo, invece, sono imputati l’ex ministro Claudio Scajola, accusato di inosservanza della pena di Matacena, e la segretaria di quest’ultimo Maria Grazia Fiordalisi.






