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    Mario Oliverio

    Sanità – Emendamento legge stabilità blocca nomina a commissario di Oliverio

    di Clara Varano – Non è più tanto scontato che il presidente della Regione, Mario Oliverio, diventi Commissario ad Acta “per la predisposizione, l’adozione o l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario” così come fino a ieri prevedeva la legge 191/09. Il senato, infatti, nella seduta notturna di venerdì scorso, ha approvato il maxiemendamento alla legge di Stabilità del 2015, che, tra le altre cose, prevede proprio delle variazioni nella scelta del Commissario per la Sanità.

    L’emendamento, certo, è generale, ma nel nostro caso specifico ha una ricaduta, non di poco conto sulla nostra Sanità. La Calabria, difatti, si sa è sotto il regime di commissariamento, che per adesso si identifica con il generale Luciano Pezzi, prima sub commissario e poi commissario, dopo le dimissioni di Giuseppe Scopelliti e la conseguente vacatio del ruolo.

    Durante la conferenza stampa di insediamento (LEGGI QUI LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE), Oliverio, aveva precisato che avrebbe chiesto all’esecutivo che nella prima seduta utile del Consiglio dei Ministri fosse resa esecutiva la sua nomina a commissario, conseguente alla sua elezione a Presidente. Bene, con questo emendamento, le cose stanno diversamente.

    Nello specifico a cambiare sono alcune parole nei commi di riferimento alla nomina. “La nomina a commissario ad acta, per la predisposizione, l’adozione o l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario – si legge nell’emendamento – effettuata ai sensi dell’articolo 2, commi 79, 83 e 84, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, è incompatibile con l’affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale, presso la Regione soggetta a commissariamento”. Sarebbe questo il primo motivo ad impedire ad Oliverio di coordinare di fatto la Sanità. Ce ne sono però altri. Sempre nel corpo della legge è evidenziato il passaggio in cui viene chiarito che “il Commissario deve possedere un curriculum che evidenzi qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria anche in base ai risultati in precedenza conseguiti”. Oliverio certamente ha una comprovata esperienza politica, ma il settore sanitario non è proprio quello di sua stretta competenza.

    E se qualche dubbio potesse ancora esserci, la legge chiarisce che le parole “presidente della regione” in qualità di commissario spariscono e subentrano quelle “a qualunque titolo nominato”. In realtà il governo, potrebbe provvedere alla nomina di Oliverio già al prossimo CdM, previsto per il 24 dicembre, ma che senso avrebbe compiere un atto che andrebbe in contraddittorio con quanto deciso a priori?

    Il commissario, inoltre, potrà proporre la decadenza dei Direttori generali sanitari, qualora in sede di verifica annuale riscontri il mancato raggiungimento degli obiettivi del Piano di rientro, così come specificati nei singoli contratti degli stessi Direttori, ma anche la decadenza dei direttori amministrativi e sanitari degli enti del servizio sanitario regionale.