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    Mimmo Tallini

    Regione – I sei ‘dissidenti’ e la polvere sotto il tappeto…

    di Mario  Meliadò – Il centrosinistra? Brutto, sporco e cattivo. Per l’opposizione è paradigmaticamente giusto intendere così le forze di governo. Che per i sei “dissidenti” del centrodestra alla Regione Calabria diventano automaticamente bruttissime, sporchissime e cattivissime. Certo, però, che il sestetto di “barricaderi” non mantenesse le premesse e revocasse il suo sit-in democraticista contro il rinvio della prima sessione d’Assemblea non era facile da prevedere. Invece, niente. Zero manifestazioni; nessun cartello; neppure uno sfottò.

    …Davanti a Palazzo: perché ci ha comunque pensato “Repubblica”, con un titolone non proprio lusinghiero sul Consiglio regionale «Rinviato per ferie». (LEGGI DEL RINVIO)

    La polvere, in realtà, è nascosta sotto il tappeto. Proprio quanti accusano la maggioranza di “giochi di potere” si rivelano spaccati ancor prima che abbiano inizio le ostilità a Palazzo Campanella (che in teoria dovrebbero vederli contrapposti al centrosinistra, però…). Da una parte starebbero il vicepresidente uscente d’Assemblea Sandro Nicolò (che punta con decisione alla riconferma), l’ex capogruppo azzurro Ennio Morrone (che “salterebbe”, in caso il Tar desse ragione al “miglior perdente” tra i candidati alla Presidenza della Regione, Wanda Ferro) e il già assessore regionale alla Sanità Nazzareno Salerno; dall’altra, quasi tutti i “dissidenti”.

    Riscontri? In una nota, Giuseppe Mangialavori (Casa delle libertà) stigmatizza il ritenuto «balletto triste e giustificatorio» su cui Mario Oliverio & C. avrebbero poggiato il rinvio della prima sessione d’Aula. Ma il riferimento all’autoconservazione della «nomenclatura» non pare attenere alla sola maggioranza. E poi «la democrazia – osserva Mangialavori – non è un concetto che si può bloccare davanti a un certificato medico», quello dell’ex assessore al Personale Ennio Morrone (Fi): il quale – si fa intendere – con Oliverio, in barba ai “novismi”, avrebbe risottoscritto la tacita quanto nota «trasversalità bruzia». Insomma, per il giovane “figlio d’arte” in politica, tutto avvalora il «sospetto che ci si prepari a un ‘Governo del Presidente’».

    A tre stilettate, fanno da pendant tre retropensieri: 1) che qualcuno, nei paraggi dell’ex parlamentare Morrone, voglia approssimarsi ai nastri di partenza per un “soccorso nero” che peraltro al centrosinistra, con questi numeri, non serve (non per caso le profferte alfaniane sono state respinte); 2) che la coordinatrice regionale di Forza Italia, la deputata cosentina Jole Santelli, non ne sia ignara; 3) che la disfida possa riguardare, prima facie, l’assetto dell’Ufficio di Presidenza d’Assemblea.

    Abbiamo chiesto di diradare i dubbi al “dominus” della politica catanzarese Mimmo Tallini – per inciso, il consigliere d’opposizione più votato –, che non perde il consueto aplomb, tanto più a consiliatura neanche cominciata; però, giusto per citarlo… “non crede a Babbo Natale”.

    Stando all’ex assessore al Personale, il documento “barricadero” vergato dai sei consiglieri «era assolutamente provocatorio… nessun sit-in. Per coerenza, io sono comunque passato da Palazzo Campanella; altri, ricevuta la convocazione per il 7 gennaio, hanno ritenuto superata quella posizione».

    Solo toni soft? Impossibile, con Tallini. «Voglio dare per buona la versione di Morrone. Però, oggi la prima seduta della consiliatura salta perché ha la febbre un consigliere che oltretutto, fra un mese, potrebbe non esserlo più… E se domani qualcuno avrà i reumatismi o l’emicrania? Con questa presa di posizione, io ho cercato solo di tutelare la dignità di Forza Italia. Tutta la stampa grida allo scandalo per questo rinvio, l’Italia ride di noi…

    Italia ride pagina del Garantista
    La pagina de “Il Garantista”, che ripropone quella di “Repubblica”, titolando “Ride l’Italia” in relazione al rinvio della prima seduta del Consiglio regionale

    E Oliverio brandisce il rispetto delle regole: sì, ma solo da parte degli altri». Resterebbe quel dettaglio… la “solidarietà bruzia” cui accenna Mangialavori. Includerebbe di certo Oliverio e Morrone; e la Santelli? «Eh? Trasversalismo cosentino? Mi auguro vivamente che non sia così… Sarebbe molto grave – scandisce solenne Tallini -. Se poi parliamo della coordinatrice calabrese di Forza Italia, una cosa la dico: dal voto del 23 novembre non ha convocato una sola riunione. Né per un’analisi del voto, né per tracciare una strategia politica… neanche per conoscerci. Alla Santelli, ecco, dico che prima ci si confronta, meglio è. E sull’ipotetico trasversalismo, qualsiasi cosa pensi, è bene che lo dica apertamente».