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    Emotrasfusi a Catanzaro

    Catanzaro – Gli emotrasfusi calabresi senza l’indennizzo dovuto

    La realtà degli emotrasfusi calabresi è nota a tutti da un po’. Indennizzi, non indennizzi, revisione delle somme, tribunali e sentenze, sono al centro, da tempo ormai, di proteste, polemiche e di un braccio di ferro tra politici e malati. Insomma il perpetuarsi di quella che ormai viene definita da chi denuncia “una vergogna tutta e solo calabrese”. Nel corso dei mesi poco è cambiato “anche se nel frattempo – scrivono Massimo Gualtieri e Fulvio Tolomeo del Movimento Civico Catanzaro Marina – è cambiato il “maestro di musica” essendo subentrato a Giuseppe “Peppe” Scopelliti, quale nuovo governatore della Calabria Mario Oliverio.

    Si continua infatti a rimanere ciechi e sordi ai richiami che provengono oltre che da varie associazioni, anche da coloro che sono cittadini calabresi “sfortunati” che oltre al danno subiscono l’affronto di non vedersi riconosciuto con puntualità, quello che è loro dovuto per legge di Stato 210/1992 (indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati). È Natale per tutti, insomma, ma non per gli emotrasfusi calabresi.

    LA NORMATIVA
    Ad oggi nell’anno 2014 per alcuni è stato pagato un solo bimestre, mentre per altri solo due. Da sempre, la Regione Calabria, unica in Italia (oltre al primato della ndrangheta, delle ruberie varie di politici, delle truffe quotidiane all’UE, ecc. ecc., deteniamo anche questo triste primato), non corrisponde con regolarità i bimestri inerenti l’indennizzo ex legge 210/1992. Ad oggi inoltre, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del 9/11/2011, n° 293/2011 che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 11, commi 13 e 14, del d.l. 78/2010, convertito con legge 122/2010, stabilendo che l’importo dell’indennizzo di cui alla Legge n. 210/1992 va rivalutato nella sua interezza, secondo il tasso di inflazione programmato, e quindi anche nella componente più cospicua rappresentata dalla somma corrispondente all’indennità integrativa speciale, la Regione Calabria, continua a non aggiornare i pagamenti effettuati con gravi ritardi, infischiandosene anche della pronuncia della Corte Europea sul punto (i giudici di Strasburgo hanno infatti considerato illegittimo il decreto legge con cui lo Stato italiano aveva abolito la rivalutazione annuale in base al tasso di inflazione).

    MANCA LA COERTURA FINANZIARIA
    Tutte le altre regioni italiane si sono immediatamente adeguate su tale pronuncia, inserendo nel loro bilancio da tempo una voce che copre tale fabbisogno che poi è rimborsato dal Ministero della Salute. Ed in effetti, il fatto di non essere riusciti a trovare la copertura finanziaria per questo grave problema, che si trascina da anni, si scontra con le cifre iperboliche ed esorbitanti ed i pagamenti che vengono effettuati dalla ragioneria generale della Regione Calabria.

    L’INTERROGAZIONE AD OLIVERIO
    “Rivolgiamo quindi – aggiungono Gualtieri e Tolomeo – la domanda a suo tempo rivolta a Peppe Scopelliti al Sig. Mario Oliverio, ai Dirigenti del Dipartimento della Salute e delle Politiche Sanitarie ed ai Dirigenti della Ragioneria che ricevono lauti stipendi: quando finirà tale vergogna?”. Migliaia di calabresi (qualcuno ci vive con quell’indennizzo), affetti da un simile dramma attendono “la manna” da parte della Regione Calabria. “Si rendono conto lor signori – sottolinea Movimento civico Catanzaro marina – che quanto denunciato, altro non è che l’ennesima “storiaccia” calabrese di diritti negati e di una chiara violazione di un diritto legittimo? Non si possono perdere di vista il peso della sofferenza umana, del dolore che rischia di sfigurare la dignità di chi chiede quello che semplicemente è dovuto”.

    LE PERPLESSITA’
    A questo punto la domanda è d’obbligo: perché coloro che vengono pagati direttamente dal Ministero della Salute e dell’Economia, in virtù della vecchia normativa, e coloro che con la nuova normativa vengono pagati dalle altre regioni italiane, ricevono puntualmente l’indennizzo per giunta adeguato, ogni mese ed invece chi dovrebbe, per decreto regionale, essere pagato ogni bimestre riceve l’indennizzo dopo svariati mesi, peraltro senza adeguamento? Di chi le colpe della mancata e regolare erogazione di quanto dovuto agli sfortunati cittadini calabresi?

    L’APPELLO
    “Presidente Oliverio – conclude la nota – volete finalmente e seriamente attivarvi, affinché tale scempio abbia definitamente termine? I malati caro governatore anche quelli che stanno lentamente morendo, a causa di una malattia di Stato per omesso e negligente controllo, stanno aspettando le sue determinazioni e le sue riposte immediate, non a parole ma nei fatti”.