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    Pd, Canale su europee: ”L’onere dell’alternativa e il dovere dell’unità”

    “Le elezioni europee hanno rappresentato una vera e propria certificazione di legittimità politica per il Partito Democratico e per l’azione di governo di Matteo Renzi. Gli italiani hanno dimostrato di apprezzare l’opera di cambiamento in atto e hanno affidato al Partito Democratico la responsabilità di trasferire tale impegno anche in Europa, conferendogli il ruolo di forza determinante all’interno del PSE. Anche la Calabria, questa volta, si è allineata al resto del Paese dimostrando, sia pure in misura più contenuta, di recepire il messaggio di speranza di Matteo Renzi e rifiutando di dare sfogo al sentimento di intolleranza politica dal cui vortice era facile farsi trascinare, stante la drammatica situazione sociale ed economica della nostra regione”. E’ quanto dichiara Massimo Canale (Pd) in una nota stampa.
    “Quasi al contempo – prosegue la nota -, la fine anticipata della legislatura regionale da una lato disvela il quadro impietoso di un centrodestra arrogante e incapace di dare soluzione ai tanti problemi irrisolti e dall’altro carica il Partito Democratico di una enorme responsabilità nei confronti dei calabresi che ci affidano due imperativi categorici: l’onere dell’alternativa e il dovere dell’unità.
    In tale direzione non è più procrastinabile l’avvio di una forte iniziativa del partito calabrese che, nel segno dell’unità e del superamento delle diversità congressuali, fornisca chiara l’idea di un’alternativa politica netta e decisa all’attuale centrodestra. Con questa esclusiva prospettiva è stata chiesta dall’area politico-culturale #tuttaunaltrastoria, ormai un paio di mesi addietro, un’Assemblea regionale straordinaria dei democratici calabresi, ottoscritta da quasi la metà dei componenti dell’organismo. Questo ennesimo rinvio dell’Assemblea regionale, programmata per venerdì 6 giugno, non fa che evidenziare la totale mancanza di rispetto per le regole statutarie su cui dovrebbe basarsi il funzionamento del nostro partito. Ma il dato grave che emerge da questa vicenda non è soltanto la violazione della norma statutaria che imporrebbe la convocazione dell’assemblea, ma la disinvoltura politica con cui si adducono le ragioni del rinvio. Va preso atto che attraverso un social network il vicesegretario nazionale del Partito Democratico, Lorenzo Guerini, ha restituito -responsabilmente- la verità dei fatti. Infatti, egli chiarisce e al tempo stesso smentisce il contenuto della e-mail che il presidente Vallone ha inviato ai componenti dell’Assemblea per motivarne il rinvio, rendendo noto pubblicamente che la Segreteria Nazionale non ha mai interferito nelle competenze degli organi regionali del partito e che la eventuale riunione da svolgersi a Roma è stata una richiesta pervenuta dalla dirigenza calabrese.
    E’ chiaro che, cadendo le ragioni con le quali il Presidente Vallone ha motivato il rinvio, si debba da una parte ripristinare ad horas la convocazione dell’Assemblea e dall’altra chiarire nella stessa il merito e le responsabilità di una vicenda che, inconfutabilmente, evidenzia enormi difficoltà della guida del Partito Democratico calabrese ad essere all’altezza del compito che l’attuale fase di acuta emergenza sociale richiede per mettere in campo un credibile ed autorevole progetto, alternativo al fallimento del centrodestra calabrese. La formale richiesta di convocazione dell’Assemblea regionale aveva per noi l’obiettivo di avviare la dovuta e necessaria mobilitazione -oggi ancor più incoraggiata proprio dall’ ultimo esito elettorale – per la costruzione di un’alleanza alternativa, ampia, civica ed “oltre” il centrosinistra e l’attivazione -nel contempo – delle procedure per chiedere ai Calabresi di scegliere – con il metodo delle Primarie, statutariamente previsto ed incoraggiato dal positivo e possibile utilizzo dagli strumenti della legge regionale 25/2009– il candidato Presidente della Regione Calabria.
    Anche per questo intendiamo sottrarci –con dignità e compostezza, ma con la fermezza di chi non vuole, in nessun caso, cedere il passo a rissosità senza far venir meno nessuna delle nostre non superabili ragioni– ad ogni comportamento che possa svilire la dignità, il prestigio ed il decoro degli organismi regionali che hanno il dovere e l’inaggirabile diritto di indicare la strada da percorrere al Partito Democratico tutto e a quanti guardano a noi con rinnovata speranza e fiducia”.