di Anna Foti – E’ un pomeriggio come tanti quello del 25 giugno 2009 nel crotonese. Almeno così sembrava prima che una strage si consumasse e la vita della famiglia Gabriele fosse stravolta. Papà Giovanni accompagna il figlio Domenico a giocare a calcio. Un gesto semplice, quotidiano e che invece quel drammatico pomeriggio ha trasformato in un senso di colpa angosciante e senza fine. Il piccolo Dodò, come tutti lo chiamavano, non aveva neppure undici anni quando in quel campo da gioco è stato colpito con una pallottola alla testa. Altre nove persone sono state ferite quando il fuoco è stato aperto per un regolamento di conti tra ndrine. Una strage. Per Dodò, da quel giorno, il coma e per la sua famiglia un tunnel doloroso interminabile. Ha lottato tre mesi per sopravvivere ma il 20 settembre del 2009 ha lasciato la sua famiglia, il pallone e tutti quei sogni ancora da immaginare.
Una ferita inguaribile nel cuore di papà, Giovanni Gabriele, e di mamma, Francesca Anastasi, che non possono attendere il ritorno del loro figlioletto e che hanno saputo trasformare questa attesa crudelmente negata, e il dolore che ne consegue, in un momento di condivisione con altre famiglie distrutte e in pungolo per le coscienze di tutti noi.
Una vittima per sbaglio è Dodò. Il bersaglio era il trentacinquenne Gabriele Marrazzo. Vittima innocente, dunque, di un agguato consumatosi il 25 giugno del 2009 nella polisportiva Central Park in località Margherita a Crotone, in un campo di calcio. Una vittima adottata da Libera, nomi e numeri contro le mafie, che all’unanimità ha deciso di intitolare la bottega della Legalità a Reggio, la prima in Calabria, alla memoria del piccolo. Essa è stata inaugurata nell’aprile del 2012, all’interno di palazzo Campanella che ospita il Consiglio Regionale, e promuove i prodotti delle cooperative sorte sui terreni confiscati alla mafia. Il vino ‘Centopassi’ dalla Sicilia ed il vino Libera Puglia, olio ‘Castellanense’ da Gioia Tauro (RC), marmellate, mieli e limoncello dalla Sicilia, farine, legumi e paste Libera Terra, i prodotti del lavoro su terre restituite alla collettività con un messaggio di riscatto, di speranza e di memoria. Un impegno che nasce dal dolore per alimentare i frutti della Terra ed il riscatto della Calabria.
Una giovane vita spezzata ed il sangue versato. Ed infatti una striscia attraversa il soffitto dell’interno della bottega ed è una striscia rossa come il sangue versato dalle vittime di mafia, che dal basso sale verso l’alto in segno di speranza e di resistenza. Poi una serie di mensole che delineano due bambini che giocano, per non dimenticare che Dodò giocava liberamente prima che quella pallottola lo colpisse e lo condannasse a morte. Nulla è casuale perché la bottega è un luogo di impegno e di memoria.
Con l’accusa di strage, associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, munizioni e materiale esplodente, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato, nell’aprile 2010, sono state arrestate otto persone tra cui i responsabili della strage di Margherita. Due anni dopo, nel 2012, la condanna in primo grado all’ergastolo per due persone, Vincenzo Dattolo e Andrea Tornicchio. Il processo di secondo grado si è concluso lo scorso febbraio quando la corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha confermato gli ergastoli già comminati in primo grado e chiesti dal pm Salvatore Curcio. Per questo delitto è rimasto assolto Francesco Tornicchio, che invece è stato condannato per l’omicidio di Michele Masucci, eseguito nello stabilimento di Biomasse di Strongoli nel 2007. Il comune di Crotone, con il sindaco Peppe Vallone, si era costituito parte civile nel processo.
Alla memoria del piccolo calciatore, vittima calabrese della ‘ndrangheta, è stato dedicato un allenamento speciale organizzato a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria. Il 13 novembre 2011 la Nazionale di calcio, in preparazione per gli Europei 2012, si è allenata nel campetto di calcio sorto nel comune pianigiano su un bene confiscato al boss Teodoro Crea ed in gestione all’associazione sportiva dilettantistica Rizziconese dal 2007. La proposta di Libera, nella persona del suo presidente don Ciotti, era stata subito accolta dal presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete e dal Commissario tecnico degli Azzurri, Cesare Prandelli. Una iniziativa fortemente simbolica che ha tinto di azzurro la Calabria, portando un messaggio di speranza.
Erano presenti i genitori del piccolo Dodò, Giovanni Gabriele e Francesca Anastasi. Loro non hanno mai smesso di invocare il cambiamento per la Calabria da quando, in un pomeriggio di giugno di cinque anni fa, il loro figlioletto veniva ucciso mentre giocava a calcio.






