Il declino del manifattuiero calabrese, segna nel primo trimestre del 2014 un deciso rallentamento, con la produzione che passa dal -11,1% del quarto trimestre 2013 al più modesto -2,2% del primo quarto 2014, il fatturato dal -10,3% al -2,4% e gli ordinativi dal -10,5% al -2,9%. A rivelarlo la Congiuntura Calabrese di Unioncamere. Tale dinamica interessa tanto l’artigianato e le piccole e medie imprese quanto le realtà produttive di dimensioni maggiori. Per quanto non manchino segnali di ripresa, si è dunque ancora distanti dal ritorno alla crescita sperimentato dal manifatturiero a livello Paese (produzione +1,2%, fatturato +1,4%, ordinativi +1,2%). I comparti manifatturieri che registrano le performance peggiori sono l’industria tessile (produzione -4,8%; fatturato -4,3%; ordinativi -3,8%), l’industria del legno e del mobile (rispettivamente, -4,7%, -4,8% e -5,6%) e quella metallurgica (-4,5%,-4,5% e -5,2%). A contenere maggiormente le perditeè, invece, l’industria chimica, petrolifera e delle materie plastiche. Su base territoriale si riscontrano le difficoltà maggiori nei tessuti produttivi delle province di Catanzaro (produzione -2,9%, fatturato -3,0%, ordinativi -3,7%), Cosenza (-2,7%, -3,0% e -3,3%) e Crotone (-2,7%, -2,7% e -3,3%), tutte sotto la media regionale. La provincia di Reggio Calabria segna, invece, la performance territoriale migliore, con una contrazione dell’attività e del fatturato intorno all’1,0% e un calo degli ordinativi pari all’1,7%.
I segnali di attenuazione della fase recessiva emersi nel primo trimestre del 2014 vengono proiettati dalle imprese del manifatturiero sulle aspettative a breve termine. Il saldo tra le attese di aumento e di contrazione dei livelli produttivi, del fatturato e degli ordinativi per il secondo trimestre del 2014 si attestano, infatti,rispettivamente, a -1,8, -0,2 e -0,5 punti percentuali, a fronte dei -12,7, -15,1 e -12,9 punti percentuali rilevati con riferimento agli andamenti dei tre indicatori tra il primo quarto del 2014 e gli ultimi tre mesi del 2013. Ad ogni modo, le aspettative sono all’insegna di un’ulteriore contrazione,mentre a livello nazionale i saldi del settore si collocano in area positiva (+14,8 punti per la produzione, +15,5 punti per il fatturato e +13,1 per gli ordinativi).
Lo scenario previsionale cambia se si distingue tra piccole e medie imprese e imprese di dimensioni maggiori;le prime con un saldo negativo, sia con riferimento alla produzione(-3,1 punti percentuali)che al fatturato (-1,4 punti), e le seconde con un saldo positivo (+3,7 la produzione e +4,4 il fatturato).
I comparti che trainano in area positiva le aspettative sono l’industria alimentare, l’industria tessile e l’aggregato “Altre industrie”. Risaltano, invece, per ragioni opposte, l’industria del legno e del mobile, l’industria metallurgica e l’industria chimica.
A livello provinciale, le peggiori aspettative si concentrano nella provincia di Reggio Calabria, con saldi negativi tra attese di crescita e contrazione della produzione, del fatturato e degli ordinativi, in ordine, pari a -5,3, -2,7 e -4,3 punti percentuali, mentre la provincia di Vibo Valentia è l’unica a registrare saldi positivi per tutti e tre gli indicatori (rispettivamente, +4,3, +6,8 e +6,8 punti).





