di Stefano Perri – E’ servita una seduta fiume del Consiglio Regionale, iniziata con sette ore di ritardo e conclusa solo in nottata, per approvare l’assestamento di bilancio di previsione 2014 e del bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016. Una discussione accesa, probabilmente uno degli ultimi atti approvati dal Consiglio, che segna ancora una volta la spaccatura netta tra maggioranza e opposizione, rispetto alla visione strategica sulla spesa dei fondi regionali.
L’ASSESTAMENTO – L’assestamento di bilancio prevede variazioni complessive di circa 131 milioni di euro. Di questi circa 27 milioni derivano dalla riscossione delle somme versate dagli istituti di credito, controparti della Regione Calabria in ”operazioni di finanza derivata a titolo di mark to market, per l’estinzione consensuale dei contratti a titolo di oneri riconosciuti all’amministrazione per la definizione in via transattiva dei relativi contenziosi”. Una vicenda della quale anche Strill.it si era occupato e che si è conclusa con l’accordo transattivo relativamente alla Banca giapponese Nomura previsto per 24 milioni di euro, al quale si è aggiunta la transazione con la Banca Ubs per altri 3,5 milioni.
Complessivamente l’assestamento di bilancio interviene in alcuni dei settori più caldi del territorio calabrese. Tra le principali poste di giro quelle per il rifinanziamento della quota regionale destinata alle attività di forestazione, che incide per 30 milioni di euro, quella per i trasporti con altri 30 milioni, le spese per il funzionamento del Consiglio regionale per complessivi 28 milioni di euro, interventi relativi al settore agricolo (Arsac, Arcea, ex Arssa, ex Fondo sollievo, il personale delle Comunità montane, la promozione dei prodotti agroalimentare, libri genealogici) per 13,5 milioni, spese di personale per 5,5 milioni ai quali si aggiungono 6 milioni di euro come quota obbligatoria di cofinanziamento a carico del bilancio regionale del Fse 2007-2013 più l’incremento degli stanziamenti degli altri settori regionali di spesa che presentavano carenza di risorse in sede di bilancio iniziale di previsione (ambiente, turismo, protezione civile).
IL PATTO DI STABILITA’ – A relazionare sul provvedimento licenziato dall’aula è stato l’Assessore al Bilancio Giacomo Mancini, sostanzialmente unico artefice, insieme alla giunta, del documento contabile, considerato che in questo caso, a differenza del consueto iter previsto, il testo della legge non è passato dalla Commissione competente.
Quello dell’Assessore Mancini è un vero e proprio atto d’accusa contro l’istituto del Patto di Stabilità, diventato – secondo quanto riferisce in aula l’Assessore – ”diventato di anno in anno sempre più aspro e stringente, tanto da mettere in ginocchio il sistema delle regioni nel suo complesso e la Calabria in particolare. Il Patto di Stabilità deve cambiare – ribadisce Mancini – perché se dovesse rimanere così la Regione non sarà in grado di sostenere i servizi più basilari della comunità calabrese. Il quadro che abbiamo di fronte è drammatico. Da questo consiglio deve arrivare una voce forte e univoca, il messaggio da inviare a Roma deve essere chiaro”.
LE CRITICHE DELL’OPPOSIZIONE – ”Non condividiamo la scelta di escludere la Commissione Bilancio dalla discussione su questo documento contabile”. Il giudizio espresso dal Consigliere democratico Mario Maiolo è molto netto. ”Avete perso un’altra occasione – dice rivolgendosi ai componenti della Giunta – capisco che la maggioranza è molto acciaccata alla fine della legislatura ma la discussione sul bilancio avrebbe dovuto coinvolgere tutta la Calabria. Chiudiamo questa esperienza con un nulla di fatto sul piano di finanziario, causata dalla totale incapacità di governo che segna il fallimento totale di questa esperienza amministrativa”.
I SERVIZI SOCIALI – Respinti dalla maggioranza diversi emendamenti presentati dal Consigliere Giordano ed altri sottoscritti dall’intero gruppo del Partito Democratico mirati ad aumentare la posta di bilancio riservata ai servizi sociali. La copertura finanziaria, proposta dai consiglieri di minoranza, veniva garantita dall’alleggerimento delle poste di bilancio sul turismo e sulla promozione delle eccellenze agroalimentari. Proposte che però non hanno convinto la maggioranza che ha respinto gli emendamenti.
IL J’ACCUSE DI VILASI – Insieme a quella del Presidente della Commissione di Vigilanza Aurelio Chizzoniti, è durissima la presa di posizione dai banchi dalla maggioranza arriva dal consigliere Gesuele Vilasi. Dal forzista la proposta di un emendamento che avrebbe spostato 7 milioni di euro dal capitolo della forestazione all’ambito sanitario, per la ricostituzione di un fondo per l’indennizzo, circa 600 euro a persona, per i pazienti portatori di malattie ematiche. Dopo aver annunciato il suo voto contrario al documento di bilancio alla fine Vilasi è convinto a ritirare l’emendamento, anche se – dice il Consigliere – ”in questo Palazzo si gioca sulla pelle dei malati e della povera gente”.





