• Home / ARCHIVIO / Primo piano girevole / Accordo transattivo tra la Regione e la Banca giapponese Nomura in causa per l’inchiesta sui derivati illeciti: l’Ente incasserà 24 milioni di euro

    Accordo transattivo tra la Regione e la Banca giapponese Nomura in causa per l’inchiesta sui derivati illeciti: l’Ente incasserà 24 milioni di euro

    consiglioregionale2
    Si è conclusa con un accordo transattivo di 24 milioni di euro la diatriba giudiziaria

    tra la Regione Calabria e la banca d’affari giapponese Nomura.  La cifra rappresenta quasi i due terzi del profitto illecito contestato alla banca (in totale 35 milioni di euro) realizzato nell’ambito di un’operazione di finanza internazionale in derivati condotta tra il 2004 e il 2006.

     

     

    La causa, andata in scena di fronte ad un tribunale del Regno Unito, scaturisce da un indagine avviata dalla procura di Milano, dal pool del Procuratore aggiunto Alfredo Robledo, poi passata per competenza ai sostituti procuratori Gerardo Domijianni e Domenico Guarascio della Procura di Catanzaro, che si riferiva a un’emissione obbligazionaria e due successive rinegoziazioni sottoscritte dalla Regione “per un importo pari a circa 325 milioni, con correlate operazioni di interest rate swap, in merito alle quali la banca risulta aver ottenuto, attraverso modalità fraudolente – secondo l’accusa – profitti illeciti per circa 35 milioni”.

    La richiesta di rinvio a giudizio a carico di sette soggetti responsabili della banca era arrivata lo scorso mese di ottobre. L’udienza preliminare era stata fissata per il prossimo 20 marzo.

    Dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza era emerso che la banca giapponese avrebbe utilizzato 2,5 milioni di euro, soldi movimentati grazie ad una complessa rete di società e conti correnti cifrati, per comprare il parere di un consulente finanziario ed indurre in questo modo la Regione Calabria a sottoscrivere i contratti derivati. Le accuse contestate, a vario titolo, erano truffa aggravata in danno della Regione Calabria, frode in pubbliche forniture e falsità ideologica.  La banca giapponese Nomura era iscritta nel registro degli indagati per violazione del Decreto legislativo 231 del 2001, la legge che estende alle società la responsabilità per il reato di truffa a danno di enti pubblici.

    La vicenda, finita in aula di tribunale a Londra, si è conclusa con un accordo tra le parti per il quale l’Ente si impegna “a non costituirsi parte civile nei confronti di Nomura International PLC e di Nomura Global Financial Products Inc (cosi’ come nei confronti delle loro affiliate e nei confronti degli amministratori, funzionari, dirigenti, dipendenti, rappresentanti, e consulenti passati e presenti delle stesse e delle loro affiliate) nell’ambito del procedimento penale chiamato per l’udienza preliminare del 20 marzo 2014 e, comunque, di qualsiasi procedimento penale nascente da o relativo alla negoziazione, stipulazione ed esecuzione dei contratti stipulati dalla Regione con Nomura e di non opporsi a richieste di proscioglimento o archiviazione che dovessero essere avanzate”. L’accordo consentirà però alla Regione Calabria di incassare per transazione ben 24 milioni di euro, una buona parte dei profitti illeciti realizzati dalla banca Nomura a danno dei contribuenti calabresi.