
Piccole e grandi truffe che danneggiano enormemente le casse dello Stato e chi effettivamente avrebbe bisogno di privilegi che non gli vengono elargiti.
12.500 sono gli interventi a tutela della spesa pubblica. 3.160 i falsi invalidi e i falsi poveri. Questo il bilancio dell’attività della Guardia di Finanza eseguita dall’inizio del 2013. Blitz che hanno portato alla luce quantità enormi di soldi sottratti ingannevolmente all’erario.
E tra i casi più eclatanti non poteva mancare la Calabria. Tra i primi segnalati dalla Gdf, risulta, infatti, il caso di un progetto scientifico finalizzato alla realizzazione di un complesso “programma di sviluppo precompetitivo” e del conseguente “programma di industrializzazione”, relativi allo studio, sperimentazione, sviluppo, ed infine produzione, di integratori energetici ed ingredienti alimentari destinati anche al consumo umano, proveniente da alghe marine. La società calabrese in questione, dopo aver incassato un finanziamento di 5 milioni di euro effettivamente non ha mai avviato la produzione e i suoi stabilimenti risultano vuoti e in stato di abbandono.
Nel mirino delle Fiamme Gialle anche le frodi ad enti previdenziali ed assistenziali. E qui Cosenza e Crotone la fanno da padrone. Tra le due province, difatti, si contano ben 5.600 “falsi braccianti agricoli” che hanno percepito indennità di disoccupazione, per malattia o maternità non dovute per oltre 20 milioni di euro. Tra questi, addirittura, alcuni falsi agricoltori per ottenere i benefici hanno utilizzato le identità di proprietari terrieri deceduti da anni. Ad aiutare la Gdf nell’impresa, spesso, lo stesso Inps.




