
La rimozione del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, da commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario. E’ quanto chiedono un gruppo di deputati del Pd
attraverso un’interrogazione parlamentare rivolta al presidente del Consiglio dei Ministri, ed ai Ministri della Salute, degli Interni, dell’Economia e degli Affari regionali.
Primo firmatario dell’interrogazione e’ il deputatovibonese, Bruno Censore, il quale in una nota spiega che “la legge n.191 del 2009 prevede che, nei casi di riscontrata difficolta’ in sede di verifica nell’attuazione del Piano, il Consiglio dei Ministri, sentita la Regione interessata, nomina uno o piu’ commissari ad acta di qualificate e comprovate professionalita’ ed esperienza in materia di gestione sanitaria per l’adozione e l’attuazione degli atti indicati nel piano e non realizzati”. Secondo Censore ed i firmatari dell’interrogazione Rosy Bindi, Alfredo D’Attorre, Sfefania Covello, Demetrio Battaglia, Vincenza Bruno Bossio, Nico Stumpo, Ernesto Magorno, Nicodemo Oliverio, lo scorso 8 aprile al termine del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali “e’ stato redatto un verbale che cozza palesemente con quanto asserito da Scopelliti che ha dipinto una sanita’ regionale in crescita ovunque”. Nella riunione dell’8 aprile sarebbe invece “emersa la scarsa omogeneita’ dei livelli assistenziali con una forte sperequazione dell’offerta sanitaria e il gravissimo ritardo negli interventi connessi all’erogazione delle prestazioni comprese nei livelli essenziali di assistenza”. Per i deputati del Pd appare quindi “evidente il fallimento del Piano di rientro gestito da Scopelliti che ha sostanzialmente messo in discussione il diritto costituzionale alla salute in Calabria, con servizi esistenti solo sulla carta, posti letto del tutto inesistenti ed ospedali che chiudono e non vengono sostituiti”.




