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    Domani a Siderno la presentazione del libro ”Agguato a Giacomo Mancini”

    Un incubo giudiziario assurto a emblema del particolare momento vissuto dal nostro Paese nei primi anni Novanta: da “Mani pulite” al disfacimento della Prima Repubblica. La vicenda, che vide alla fine
    Mancini assolto perché il fatto non sussiste, è oggi raccontata da uno dei suoi difensori, Enzo Paolini, in un’appassionante conversazione con Francesco Kostner.

    Dopo il primo incontro con il pubblico, a Cosenza, il mese scorso, il saggio “Agguato a Giacomo Mancini”, edito da Rubbettino, sarà presentato lunedì 28 novembre, alle ore 18.00, nella sala Calliope della Libreria Mondadori di Siderno.

    Dopo essere stato rinviato a giudizio, tra Natale e Capodanno del 1994, l’On. Giacomo Mancini, uno dei politici italiani più prestigiosi del dopoguerra, segretario nazionale del Psi, parlamentare di lungo corso, più volte Ministro negli anni del centrosinistra, veniva condannato dal Tribunale di Palmi a tre anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Alla formulazione di quella gravissima sentenza avevano contribuito numerosi pentiti, il cui anomalo utilizzo ma, ancor più, l’inquietante inattendibilità delle loro dichiarazioni, dimostrata nelle diverse fasi processuali che avevano preceduto il verdetto, erano stati messi in luce dai difensori di Mancini, rimasti però inascoltati. Poco più di un anno dopo dal giudizio di primo grado, il 24 giugno 1997, la Corte d’Appello di Reggio Calabria annullava la sentenza di Palmi per incompetenza territoriale, rimandando tutti gli atti a Catanzaro. Dopo un’istruttoria durata quindici mesi, la procura distrettuale del capoluogo calabrese chiedeva nuovamente il rinvio a giudizio di Mancini e la sua condanna a due anni e quattro mesi. Alla fine di un processo svoltosi, per volontà dello stesso imputato, con il rito abbreviato, il 19 novembre 1999 Mancini veniva assolto perché “il fatto non sussiste”.
    Quella vicenda, di cui si occuparono a lungo i media nazionali ed internazionali, e che venne caratterizzata da ripetute e gravissime iniziative, contrarie ai principi fondamentali della democrazia e del diritto, viene oggi raccontata da uno dei suoi difensori, l’avvocato Enzo Paolini, in una lunga e appassionante conversazione con il giornalista Francesco Kostner. Ogni fase, dalle prime accuse contro Mancini all’esito finale del processo, viene puntualmente ricostruita in questo lavoro che, per diverse ragioni, di carattere storico-politico-giudiziario, ha già suscitato un dibattito attento e partecipato nel nostro Paese.

    Alla presentazione, oltre agli autori, interverranno il senatore Sisinio Zito e il professore Giuseppe Italiano.

    Modera il dibattito Maria Teresa D’Agostino.

    Enzo Paolini, avvocato, ha difeso Giacomo Mancini nel processo a suo carico, per concorso esterno in associazione mafiosa, con i colleghi Marcello Gallo e Tommaso Sorrentino.

    Francesco Kostner, giornalista, cura la pagina Arte, Cultura e Spettacolo in Calabria del quotidiano “Gazzetta del Sud”. Ha pubblicato, tra gli altri, i libri intervista “La lunga ombra di Yalta”, con Gianni De Michelis (2003) e “Con Saragat al Quirinale”, insieme a Costantino Belluscio (2004), entrambi per le edizioni Marsilio.