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    Reggio: travolgnete “Hair” al Cilea

    di Grazia Candido –  La travolgente forza musicale della Tribe di “Hair” fa scatenare il pubblico del “Cilea”.

    A 40 anni esatti dalla sua prima esibizione a Broadway, torna l’era dell’Acquario con il musical padre dell’opera rock che, dopo lo straordinario debutto lo scorso febbraio al teatro Colosseo, ha iniziato uno strepitoso tour che, in 27 palcoscenici italiani, riporterà alla ribalta la controcultura hippie degli anni ’60  fatta da giovani, gli hippies appunto, che ruppero ogni norma sociale stabilita.

    L’inno non violento all’amore libero e contro ogni forma d’intolleranza che ha contribuito a diffondere l’opposizione pacifista alla guerra del Vietnam, scritto nel 1967 da Gerome Ragni, James Rado e Galt MacDermot per Broadway, e in seguito adattato da Michael Weller per il cinema, è  stato il primo musical inserito nel cartellone teatrale del “Francesco Cilea” messo in scena ieri sera e in replica oggi pomeriggio alle ore 17 e alle 21.

    Lo spettacolo, la cui produzione inedita e tutta made in Italy (comprende il Politema Genovese, il Teatro Colosseo di Torino e il Teatro Ventaglio Smeraldo di Milano), benché il cast degli artisti che si esibiscono in scena sono il frutto di una lunga selezione, condotta su entrambe le sponde dell’Atlantico, è ripreso e riproposto in una nuova e colossale versione che si avvale del talento di quattro grandi firme dello spettacolo: la cantautrice Elisa, responsabile della direzione musicale, David Parsons e Luca Tomassini per le coreografie e Giampiero Solari alla regia.

    Si ritorna indietro nel tempo, nel 1968 in un periodo drammatico in cui i ragazzi rifiutano la guerra, l’intolleranza, la disumanizzazione della società e la presa di coscienza che solo l’amore e la libertà sono le uniche soluzioni da intraprendere per avere una vita felice. Messaggi forti, oramai chiusi in quel cassetto dei ricordi che ritornano alle nostre menti con l’irruenza delle parole, con il canto ma anche con le immagini e i testi che scorrono sul video wall.

    A raccontare la lotta di un gruppo politicamente attivo di “capelloni”(the Tribe) che combattono la coscrizione alla guerra del Vietnam e conduco insieme una Vie de bohème a New York con l’intento di creare un equilibrio tra l’armonia della vita comunitaria e i nuovi valori promossi dalla rivoluzione sessuale, gli eccezionali attori Gianluca Merolli (Claude), Attilio Fontana (Berger), Valerio Di Rocco (Woof), Bianca Arndt (Sheila), Kate Kelly (Crissy), Francesca Isabella Ciampa (Jeannie), Cindy Cattaruzza (Dionne), Samuel Jordan Jackson (Hud).

    Con un atteggiamento e un linguaggio a volte un po’ irriverente, i giovani denunciano il malessere che intacca il sistema e lottano per avere una nuova era di pace, d’unione e condivisione dei veri valori umani trasmessi appunto, dalla Tribe composta da Gaetano Caruso, Elisa Marcantonio, Roberto Carrozzino, Martina Grilli, Gregory Marlow, Maya Sharpe.

    Il pubblico ascolta estasiato i brani indimenticabili delle colonne sonore entrate nella storia della musica come “Aquarious”, “Ain’t Got No”, “I Got Life”, “Hair”, in una veste rinnovata dalla musicista Elisa che ne ha preservato la melodia ma ha lavorato sugli arrangiamenti originali, quelli che cominciavano a denunciare il peso di quel periodo, dando loro una credibilità attuale e moderna pur rispettando le liriche in inglese. Il ritmo del racconto è scandito dal canto live e da una recitazione perfetta in lingua italiana che mette in risalto la professionalità di un cast di quattordici giovani talenti provenienti da tutto il mondo che non solo hanno saputo riproporre le difficoltà, le paure e i turbamenti di quel nefasto periodo, ma hanno sdrammatizzato il tutto coinvolgendo gli spettatori sulle note sonore di“Let The Sunshine In”.