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    Città del Sole presenta "Le parole di Tornatore"

    «Se la critica non è in grado – come sembra non essere in grado – di definire il cinema di Giuseppe Tornatore, – sostiene il prof. Roy Menarini, dell’Università di Udine, autore della prefazione al volume – è giusto che il compito si trasferisca all’analisi. Analisi teorica, analisi metodologica, e sguardo critico ad essa mescolato: questo sembra il lavoro che si prefigge il prezioso volume curato da Federico Giordano. Tornatore è l’unico nostro cineasta che pensa in grande, parla in grande, rappresenta in grande. Si espone, per questo, a rischi altrettanto cospicui. Le parole di Tornatore è dunque un libro che colma un vuoto. Il punto di forza, su cui ruotano i saggi che seguono, è dato dall’intenzione di martellare teoricamente il cinema di Tornatore da tutti i punti sensibili. Si tratta di un assedio critico/interpretativo, l’unico modo realmente proficuo per affrontare l’opera di un regista imprendibile, spiazzante e per certi versi contraddittorio». Il libro compie una “mappatura” delle questioni tornatoriane, senza avere la pretesa di esaurirle, ma segnalando la centralità di quelle individuate, ed è così articolato: Il retore e il nomoteta di Federico Giordano – saggio introduttivo sulla figura del regista. Nòstos/Sud di Federico Giordano – si occupa del “ritorno” e della sua dimensione sul recupero paesaggistico dei luoghi del Sud, in particolare ne L’uomo delle stelle  e  ne La leggenda del pianista sull’Oceano.Figur/Azione di Angelita Fiore – tratta della questione dell’“immagine”, dell’architettura dello sguardo, partendo dalle fotografie di Tornatore, e dalla “regia” del percorso espositivo del Museo Alinari di Firenze, da lui curato.Perturbante di Maurizio Buquicchio – attraverso la lettura deleuziana dell’ “immagine-pulsione”, “affetto degenerato”, o “azione embrionata” che si sviluppa attraverso i “Mondi Originari”e le “Pulsioni Primarie”, indaga sul rimosso e sul suo riaffiorare ne La sconosciuta e in Una pura formalità.Generi cinematografici di Francesco Di Chiara – indaga il rapporto con i generi cinematografici, in particolare gangster movie, melodramma e Noir, ne La sconosciuta e Il camorrista, verificandone i rimescolamenti e i rapporti con l’uso degli stessi nella Hollywood classica e nella New Hollywood. Corpo/Genere di Marina Rossi – analizza la costruzione del corpo femminile in Malèna, la sua esposizione allo sguardo maschile, la sua sovrapposizione all’immagine della “diva” Monica Bellucci, il suo rapporto con la dimensione dell’“eccesso” fisico e visivo. Soggetto di Francesca Saffioti – imposta una lettura nietzschiana de La leggenda del pianista sull’Oceano. L’Oceano esprime quelle infinite possibilità di racconto e di rappresentazione di fronte a cui Novecento è chiamato a definire la propria posizione di soggetto, secondo un tema classico della filosofia contemporanea, che è anche legato ad un tema di estetica cinematografica: come costruire un orizzonte di visione. Memoria di Giorgio Bacchiega – si occupa della “memoria”, tema focale per il regista siciliano, definendo come mediatori del ricordo le metafore dello stesso (l’immagine), i corpi, i luoghi. Metafisica di Maurizio Gagliano – esplora il tema della metafisica, attraverso una definizione dell’oggetto della questione, la sua applicazione al campo dell’arte in generale e la sua traduzione nel film di Tornatore Una pura formalità. Architetture di Sara Martin – si occupa della questione dell’architettura tornatoriana, in particolare della specificità nell’uso del “barocco”, dell’attraversamento degli spazi (la passeggiata), della “sala cinematografica”. Torna(u)tore di Marco Benoît  Carbone – analizza l’“istanza autoriale” in Tornatore partendo dal cinema come processo enunciativo, per definire in che termini questo tipo di autorialità “debole” si misuri con Tornatore e la stessa idea di cinema. Passaggi di Salvatore D’Amico, infine, mostra come il regista siciliano possa essere vicino ad alcune scene de La sconosciuta come banco di prova per verificare la possibilità di un dialogo intersemiotico fra le immagini del cinema e quelle realizzate da alcuni artisti contemporanei, assumendo come riferimento le figure del “corpo”.In conclusione le schede filmografiche, a cura di Domenico Giorgio.