“La pista politica è possibile ma non è l’unica”. A dirlo gli inquirenti nel giorno degli arresti dei killer del delitto Fortugno.“Le conclusioni cui siamo giunti”, ha affermato il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, “rappresentano solo una prima parte delle indagini, comunque significativa, perché dimostra che nel breve tempo trascorso dall’omicidio del vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria si è lavorato con grande celerità e impegno. Abbiamo dato una prima importante risposta su un omicidio gravissimo che si inserisce nel contesto dei delitti politici di alto livello. A breve speriamo di giungere all’identificazione dei mandanti”.Di “giorno importante” ha parlato anche il Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu che ha lodato l’azione del prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, arrivato in riva allo Stretto proprio dopo i fatti del 16 ottobre 2005.“L’esperienza degli ultimi due anni ci sta dimostrando che i risultati migliori contro la ‘ndrangheta non si ottengono con la militarizzazione del territorio, ma con l’affinamento delle capacità investigative, con la caccia ai latitanti, con la lotta all’inquinamento delle amministrazioni e degli appalti pubblici, con l’aggressione sistematica ai patrimoni illeciti ed ai grandi affari di mafia”.“Un giorno di grande emozione ma anche di riflessione in cui il dolore si è riacutizzato”, sono state invece le parole usate dalla moglie della vittima, Maria Grazia Fortugno che in un suo intervento ha espresso la speranza di arrivare presto alla completa verità. “Io cerco i mandanti perché ancora oggi mi chiedo il perché…”




