
La Chiesa si schiera al fianco degli immigrati, ormai totalmente “deportati” da Rosarno, dopo tre giorni di guerriglia. E’ dura e accorata l’omelia pronunciata oggi, domenica, dal parroco di Rosarno, don Pino Varrà: “Bisogna aiutare i fratelli che sbagliano – spiega il sacerdote
– e in questi giorni che stiamo vivendo qualcuno ha sbagliato. Ma questo non ci autorizza a colpirlo, a inseguirlo, a ucciderlo, a cacciarlo. Ci obbliga a capire, a fermarci. Per non sbagliare più”. Don Pino si muove, gesticola, cerca di far riflettere la propria comunità: “Se non abbiamo la forza di ribellarci ai soprusi e alle ingiustizie – ammonisce – e siamo pronti alle violenze nei confronti dei più deboli, allora non veniamo più in chiesa. Dio saprà giudicare. Saprà chi sono i suoi figli”.
Finiti gli scontri, invece, don Pino De Masi, da sempre sacerdote impegnato, nel territorio della Piana di Gioia Tauro, nella lotta al malaffare e nel rispetto della legalità, ha definito quello odierno “il giorno della riflessione”.
Ma le parole che fanno più riflettere sono quelle pronunciate dal Papa Benedetto XVI, pronunciate addirittura nel corso dell’Angelus, dal balcone di Piazza San Pietro in Roma: “Gli immigrati hanno gli stessi diritti di tutti”, ha tuonato il Santo Padre.
La Chiesa, dunque, prende posizione, dopo le prime dichiarazioni, già negli scorsi giorni, rilasciate dalla CEI.




