
di Peppe Caridi – E’ stato un pomeriggio di paura ieri, sabato 9 gennaio, tra Messina e Villa San Giovanni: a seguito di una serie di telefonate anonime s’è diffuso un allarme bombe sui traghetti che s’è poi rivelato falso.
Probabilmente s’è trattato di uno scherzo di pessimo gusto, ma i militari di Messina hanno spiegato che “le telefonate arrivate a Villa San Giovanni e alla caserma di Messina hanno fatto scattare subito i controlli su tutti i traghetti fermi negli attracchi delle due sponde dello Stretto e in quelli in viaggio”, che sono stati bloccati.
I controlli, però, hanno dato esito negativo: il traffico ha subito dei ritardi ma i problemi più gravi sono stati psicologici, perchè a maggior regione in giorni così difficili, dopo le bombe di Reggio alla Procura Generale e all’aula bunker, e i fattacci di Rosarno, la gente è un pò impressionata, ha paura e basta poco per scatenare il panico.
Un passeggero ha raccontato che c’è stata tanta tensione perchè “si era sparsa la voce che ci fossero ordigni a bordo di tutti i traghetti”.
Nei moli dei porti di Messina e Villa San Giovanni sono stati momenti di vero e proprio caos, anche perchè molti camionisti, stanchi delle lunghe attese, hanno dato vita a un indecoroso teatrino suonando a lungo i clacson dei loro mezzi.
I militari di Messina hanno raccontato che nella città Peloritana, la telefonata anonima è arrivata intorno alle 19.30 ed “era molto disturbata. Sembrava una voce maschile che parlava come in codice di un ‘regalo’ a bordo di un traghetto. Una telefonata generica per questo forse meno credibile ma che ha reso più difficoltosi i controlli” che comunque doverosamente sono stati fatti dai militari in collaborazione con le altre forze dell’ordine e la capitaneria di porto.




