A qualche tifoso della Reggina l’idea che i grandi nomi accostati agli amaranto siano stati solo meteore potrebbe non far piacere. La verità è che, oggi, il club amaranto si trova ancora una volta a pagare il conto con il passato.
Stavolta non solo in senso concreto passando dalla cassa dei debitori, ma anche nella necessità di rivedere le strategie.
Per chi vuole limitarsi alla stretta sintesi: la proprietà sarebbe pronta a mettere sul piatto ulteriori investimenti, ma le contingenze impongono di non farlo.
La Reggina ha anceh il beneficio del Saladini imprenditore
Saladini è uno che ha ben chiaro cosa significhi ampliare gli orizzonti di un’azienda e saprebbe bene che, a questo punto del campionato, ci sarebbe da sfruttare il privilegio di giocarsi la Serie A.
Anche, eventualmente, aprendo il portafogli. Anche perché, basta guardare altri esempi, nessuno offre garanzie che questo si possa ripetere ogni anno, indipendentemente dagli investimenti che si fanno.
Riassumendo qualche dettaglio in più (e senza scendere nel particolare, ad esempio su fideiussione e indice di liquidità): per una società che tra poche settimane deve ottenere del tribunale l’ok alla rateizzazione dell’ultima parte di debiti, ricapitalizzare non può essere cosa opportuna.
Il riepilogo della situazione debitoria
L’attuale società, al momento, ha già pagato circa 5 milioni per consentire l’iscrizione chiudendo i conti con il precedente campionato e i debiti “federali”, ha rateizzato 9 milioni di pendenze con l’Agenzia delle Entrate, ma mancava ancora l’ultima parte. Quella relativa alle pendenze con terzi, stimabili in circa 7 milioni. Anche in questo caso ci sarà una rateizzazione che consentirà di spalmare su più anni le pendenze e garantire stabilità al futuro della Reggina che non avrà più paura del futuro.
Per il campionato in corso la stima dei costi è di oltre 16 milioni. Con ricavi che dovrebbero attestarsi sui 12-13 milioni. A testimonianza che lo sforzo complessivo, solo per giocare questa stagione, sarà di circa 10 milioni.






