di Grazia Candido – “I bandi e le risorse destinate all’Università dal PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) potranno rilanciare gli Atenei della Calabria e del Mezzogiorno e fargli recuperare il divario socio-economico esistente tra i territori. Ora, abbiamo i fondi ma vanno utilizzati bene”.
Ne è assolutamente convinta il ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, in visita questo pomeriggio presso l’Università degli Studi della Mediterranea ed accolta dal rettore Santo Marcello Zimbone, dal vice presidente Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e Rettore di Messina Salvatore Cuzzocrea e dal segretario generale della Crui Rettore di Macerata Francesco Adornato. Presenti anche alla Residenza Universitaria di via Roma, il Rettore Università Basilicata Mancini, il Rettore Università Catania Priolo, il Rettore Università Messina Cuzzocrea, il Rettore Università Catanzaro De Sarro, il Rettore Università di Cosenza Leone, il Rettore Università di Foggia Limone, il Rettore Università di Macerata Adornato, il Rettore Università di Palermo Midiri, il Rettore Politecnico di Bari Lupertino e il Rettore Università Vanvitelli Campania Nicoletti.
Somme importanti che consentiranno non solo di reggere la potente concorrenza degli Atenei delle regioni del centro-nord ma, addirittura, consentiranno agli studenti calabresi di potersi formare e rimanere nella propria terra d’origine.
“Sotto la missione 4, istruzione e ricerca, il Piano di rilancio prevede per il Mezzogiorno circa 82 miliardi, cioè il 40 per cento delle risorse territorializzabili e ci stiamo organizzando perché questo si realizzi – afferma il ministro -. Il Sud potrà dunque, beneficiare di un’elevata quota di risorse e anche se sono bandi competitivi, ci sono delle quote riservate e vincerà chi farà il progetto migliore e darà una idea della sostenibilità a lungo termine. Questi fondi devono servire per far rimanere qui i nostri giovani perché spesso, vanno fuori per studiare e trovare un’occupazione, un lavoro stabile dopo l’università – afferma la responsabile del dicastero -. I Rettori e gli enti di ricerca stanno facendo rete per creare progetti che saranno esaminati da valutatori fuori dall’Italia perché tutto il Paese sarà coinvolto”.
Il ministro Messa parla spesso di fare “quello scatto necessario per sanare quel gap esistente al Sud e far uscire la Calabria dal quel terreno di marginalità in cui spesso si ritrova”.
“In passato, non si è fatto molto a causa della scarsità di fondi ma, quando le risorse ci sono, la collaborazione rinasce perché siamo un sistema universitario che, a volte, può sembrare poco ordinato e collaborativo ma quando ci sono i giusti fondi, ci si mette insieme – conclude Messa -. Le idee le devono trovare i Rettori, io posso cercare di aiutarli a fare meglio, a consolidare quella strada che ci porterà a raggiungere l’obiettivo. Le università calabresi non hanno un grave deficit rispetto a quelle delle altre regioni d’Italia. Qui, al Sud, ci sono delle buone risorse umane, c’è una capacità scientifica e tecnica molto importante quindi, siccome abbiamo i contenuti, dobbiamo migliorare la forma e riuscire a rispondere a tutti i punti amministrativi dei bandi. Come Ministero daremo tutto l’aiuto possibile per supportare gli atenei con un personale tecnico-amministrativo adeguato”.






