Cade l’accusa di associazione mafiosa contestata a 3 imputati in un procedimento che aveva ipotizzato la presenza della ‘ndrangheta a Lecco e nella zona del Lago di Como.
Il gup di Milano Roberto Arnaldi, infatti, ha riqualificato l’accusa in associazione per delinquere. Gli arresti erano avvenuti un anno fa e avevano portato in manette, durante l’operazione “Metastasi” l’ex consigliere Ernesto Palermo e altre due persone ritenute affiliate dalla Procura, Claudio Bongarzone e Alessandro Nania, per loro si sta celebrando il rito abbreviato. Palermo era accusato dalla Dda di far parte della cosca Trovato e di aver agevolato il clan nella concessione dell’area comunale “Lido di Pare” sul lago di Como.
Per i tre la contestazione riguardava l’associazione di stampo mafioso, il gup, però, con la sentenza l’ha riqualificata in associazione per delinquere “semplice” senza alcuna aggravante e soprattutto senza l’aggravante dell’associazione mafiosa che contraddistingueva l’operazione.
I pm Claudio Gittardi e Bruna Albertini avevano chiesto per Palermo, accusato di corruzione, turbativa d’asta e associazione mafiosa, una condanna a 16 anni di carcere, ma con la riqualificazione dell’imputazione aggravante gli sono stati inflitti 6 anni e 8 mesi di reclusione. Per Bongarzone e Nania, invece, la Procura aveva chiesto 10 anni, mentre il gup ha deciso rispettivamente per 3 anni e 4 mesi e a 4 anni e 6 mesi.






