di Clara Varano – Crisi, povertà, lavoro e disoccupazione. Trasporti, rifiuti, pubblica amministrazione. Tutto, c’è proprio tutto nella protesta di oggi che si chiama “Sciopero Generale”. Lo hanno indetto la Cgil e la Uil, manca la Cisl, ma questa è un’altra storia (LEGGI QUI) per dare un segnale forte al governo Renzi ed alle sue riforme che proprio i sindacati non mandano giù perché “lesive – dicono – dei diritti più spiccioli di lavoratori e cittadini”. In Calabria le manifestazioni sono state in tutte e cinque le province. A Catanzaro sul palco a parlare ai lavoratori Benedetto Cassala, segretario provinciale Uil Catanzaro, i segretari, provinciale e regionale, della Cgil, Giuseppe Valentino e Raffaele Mammoliti, e alcuni lavoratori che hanno raccontato le loro storie.
“Vogliamo lavorare con dignità e con la schiena diritta. Non vogliamo assistenza. Nella nostra regione – ha spiegato Cassala – sono carenti tutti i settori ed oggi la Calabria si è fermata per dire basta. Le nostre iniziative danno fastidio perché portano avanti il diritto dei cittadini davanti ad un presidente del Consiglio che rappresenta il nostro Paese senza averne diritto. A noi, ai sindacati deve portare rispetto. Non vogliamo sostituirci alla politica, ma solo dare suggerimenti per migliorare il Paese”.
E sulla dignità dei lavoratori, ma anche sul futuro dei giovani si soffermano gli interventi dei lavoratori che con un’unica voce spiegano come “nei posti di lavoro si respiri solo rassegnazione e questo non va bene, fra poco sarà natale e molti di noi in Calabria non avranno i soldi per festeggiarlo. A questo il governo deve dare risposte. Bisogna pensare alla povertà come prima emergenza, ma anche al futuro dei nostri figli – concludono – a cui lasciamo un domani incerto”.
“Oggi abbiamo fermato i cantieri, abbiamo fermato il lavoro dei forestali, alcune scuole, il lavoro della pubblica amministrazione – ha spiegato Valentino – perché rispettiamo i lavoratori. Oggi abbiamo fermato anche i voli. Dalle 10 alle 18 nessuno parte non solo dalla Calabria, ma da tutta Italia. Anche Renzi deve avere rispetto per noi e non ha rispetto dicendo che possiamo scioperare, perché scioperare è un nostro diritto e noi lo facciamo anche se ci dice che non lo possiamo fare”.
E ad al presidente della Regione Mario Oliverio si rivolge, invece, Raffaele Mammoliti: “Ad Oliverio chiediamo di occuparsi in prima istanza di tre proposte operative – ha sottolineato Mammoliti – utilizzo immediato e proficuo dei fondi comunitari, che dovranno essere destinati per finanziare progetti produttivi che creino occupazione, in secondo luogo dovrà preparare un piano straordinario per il lavoro che parta dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, infine per far fronte alla povertà garantire un piano sociale a livello regionale che si faccia carico delle famiglie che hanno bisogno. Con il nuovo governatore vogliamo un confronto perché la campagna elettorale è finita”.





