
di Clara Varano – Una vicenda che ha scosso l’intero calcio catanzarese e che per le proporzioni che ha assunto ha varcato i confini della Calabria finendo sulle pagine della stampa sportiva nazionale: Contrattopoli e i suoi numerosi indagati.
L’inizio della vicenda
Il 28 Giugno 2011 Giuseppe Cosentino acquista il ramo della fallita azienda Fc Catanzaro, con un debito accertato dal curatore fallimentare. Paga quello che c’è da pagare ed entra, a tutti gli effetti, nel cuore dei catanzaresi riacquistando, il logo e denominazione dell’Unione Sportiva Catanzaro 1929, che diede per la prima volta lustro e fama al calcio calabrese negli anni ‘70, consentendo, così, ai Giallorossi di disputare il campionato di Lega Pro Seconda Divisione. Il Catanzaro riesce a salire di categoria.
A Luglio del 2012, dopo la vittoria del Catanzaro arrivano le prime vertenze arbitrali da parte di tredici giocatori della Fc Catanzaro. “In base alle loro dichiarazioni e richieste – spiega Sabrina Rondinelli –, la società fallita, avrebbe sottoscritto a ridosso del fallimento con loro dei contratti di ingaggio”, queste obbligazioni contrattuali, che il curatore fallimentare non aveva fatto rientrare nel fallimento, secondo la richiesta dei giocatori alla Lega, dovevano essere adempiute dalla nuova società e quindi dal presidente Cosentino. Dopo la gioia del salto di categoria, arriva, quindi, una bufera per la neosocietà.
La denuncia dell’Us Catanzaro
Il presidente assieme all’avvocato Rondinelli, valuta la possibilità, visto anche il rinvio a giudizio di alcuni amministratori dell’Fc Catanzaro, di denunciare i 13 ex calciatori. “Tutto nasce – prosegue Rondinelli – dall’esigenza di chiarire dei fatti. Abbiamo semplicemente voluto che la Procura accertasse che quei contratti, stipulati a ridosso del fallimento fossero oppure no veri. A nostro avviso si tratta di contratti fittizi”. Era il 30 Agosto. Il 7 Settembre, la Procura comunica alla società che tutti e 13 i giocatori erano stati iscritti nel registro degli indagati per tentata truffa e formazione di credito simulato. Secondo il pm Guarascio i crediti da lavoro sarebbero stati “fondati su contratti integrativi fraudolentemente stipulati”.
La Guardia di Finanza in Lega Calcio
La Procura, dunque, avvia le indagini, ma la Giustizia sportiva, che segue altri canali, continua il suo corso e si arriva al giorno dell’udienza, tenuta a Firenze, per i primi dei tre lodi di Ciano, Corapi e Bruno. Il giorno prima, il 13 Settembre la Guardia di Finanza, su richiesta della Procura di Catanzaro, sequestra tutti i contratti dei 13 indagati. “Il 14 – racconta Rondinelli – arrivata in Lega e mi aspettavo che mi dicessero di tornare a casa, invece non solo tengono l’udienza, ma nonostante tutto ci condannano a pagare le somme dovute. ‘Avvocato, a noi non interessa di quello che succede a Catanzaro. Abbiamo un contratto firmato dal datore di lavoro e dal lavoratore e ci basta’, questo mi hanno detto”. Il collegio arbitrale tiene ugualmente l’udienza, nonostante la stessa Lega, in un comunicato chiedeva di astenersi dal giudicare per via del procedimento penale avviato dalla Procura di Catanzaro.
I tre contratti più cospicui, quindi, dovevano essere pagati e, per evitare penalizzazioni in classifica, bisognava farlo entro 30 giorni. Dopo un primo momento di scoraggiamento, per evitare problemi alla squadra, Cosentino decide di pagare, effettua il bonifico, ma la Guardia di Finanza, su richiesta della Procura di Catanzaro e del dottore Guarascio, sequestra in via preventiva le somme versate. A questo punto, si giunge alla ennesima udienza davanti al collegio arbitrale per la seconda tranche di contratti e dopo un primo rinvio d’ufficio, a Dicembre, nonostante l’ennesima richiesta di sospensione per via delle indagini della Procura, per il Catanzaro Calcio 2011 (la società di Giuseppe Cosentino sorta sulle ceneri della fallita Fc Catanzaro), arriva la seconda condanna inaspettata. Altro bonifico di pagamento con relativo e consequenziale sequestro da parte della Gdf. Il 22 Gennaio, il dottore Guarascio valutando la via d’urgenza, sequestra tutti i fascicoli, gli incartamenti e tutti i lodi di ogni vertenza.
Il danno all’immagine
Si arriva all’opposizione in sede civile dei lodi e poco dopo, la Procura sportiva, comunica alla società che i 13 giocatori, hanno sporto denuncia per danno all’immagine. In effetti, la maggior parte dei calciatori in questione, continua la sua carriera sportiva in altri club. Per questo motivo il presidente Cosentino viene sentito per due ore al riguardo.
La partita sospetta
La Procura della Repubblica di Catanzaro, sempre su istanza dell’avvocato Rondinelli, decide, a Marzo, di aprire un altro fascicolo relativo alla presunta combine nella finale play off del 6 giugno 2010 tra Cisco Roma ed Fc Catanzaro. “Ogni volta che incontravo un tifoso mi diceva di rivedere questa partita. Ed io l’ho fatto”. Secondo il legale del Catanzaro la vicenda sarebbe in qualche modo legata ai contratti fittizi. “In quel periodo, infatti, l’Fc, aveva bisogno di soldi, c’era un vero e proprio caos e nessuno aveva un ruolo. Per questo secondo me bisogna vederci chiaro”.
Ze Maria, Malu, Di Pierro e contrattopoli 2
All’inizio di Giugno altri 5 ex giallorossi fanno causa al Catanzaro Calcio per ottenere il risarcimento di contratti sottoscritti. Si tratta di Ze Maria, Filippo Vito Di Pierro, allenatore e vice del Fc Catanzaro, Malù Mpasinkatu, ex direttore sportivo, Ngradira Mabundu Izia Joel e Juan Jose Martinez. “Appena ho saputo di questi nuovi ricorsi arbitrali ho pensato: ‘Ma che hanno preso il Catanzaro Calcio per un bancomat?’. Spiega Rondinelli. Si apre, a questo punto, un nuovo filone di indagini. L’avvocato R9ondinelli, difatti, chiede che venga valutata la posizione dell’amministratore che a ridosso del fallimento e conscio della situazione ha ugualmente sottoscritto i contratti, così come quella di tutti gli altri componenti della società relativamente a questi contratti. “Ci sono personaggi – secondo Rondinelli – che ancora non sono venuti fuori e che meritano un approfondimento”. Per questo alcune componenti del fascicolo che vede indagati i vertici dell’Fc Catanzaro, andrebbero integrate con quello di contrattopoli.
Le indagini sul collegio arbitrale
Ultimo capitolo, almeno per ora. Dopo le decisioni del collegio arbitrale, di Settembre e Dicembre, nonostante le richieste di sospensione del legale del Catanzaro ed una ulteriore richiesta, respinta, di ricusazione dello stesso collegio, perché fosse garantito il principio di terzietà, la Procura di Catanzaro avvia un’indagine per favoreggiamento sui membri del collegio, quattro avvocati ed un professore universitario. La loro posizione è stata stralciata e inviata alla Procura di Firenze, competente per territorio visto che i lodi si sono svolti lì, che dovrà procedere per i reati ascritti.
Intanto si attende l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura Sportiva.





