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Tabularasa a Gambarie: ricostruire l’identità dell’Aspromonte partendo dal Parco

9 Maggio 2014
in Tabularasa 2013
Tempo di lettura: 3 minuti
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Tabularasa a Gambarie: ricostruire l’identità dell’Aspromonte partendo dal Parco

di Stefano Perri – Ricostruire l’identità dell’Aspromonte partendo dalle comunità e valorizzando cultura e paesaggio. E’ questa la mission dei diversi attori coinvolti nella complicata ed avvincente sfida di ricostruzione del percorso di sviluppo della montagna reggina. Tabularasa fa tappa nel cuore dell’Aspromonte. Sul palco allestito nella Piazza Mangeruca di Gambarie, a due passi dalla partenza degli impianti di risalita, di fronte agli incuriositi avventori di un’assolta domenica di fine luglio, in scena il 28esimo evento della rassegna targata Strill.it. Ospiti di quello che è il primo sperimentale dibattito pomeridiano di Tabularasa il nuovo Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte Professor Giuseppe Bombino, il Sindaco di Santo Stefano in Aspromonte Michele Zoccali, il Presidente della Comunità del Parco dell’Aspromonte Giuseppe Zampogna e lo scrittore originario di Africo Gioacchino Criaco.

Uniti per costruire insieme un futuro di riscatto per la montagna che sovrasta lo Stretto, una ”montagna gravida – come la definisce lo stesso Presidente dell’Ente Parco Giusepp Bombino – che partorisce di continuo nuove bellezze che noi abbiamo solo il compito di accogliere e di valorizzare”. Tabularasa offre un’occasione di confronto tra i diversi attori in campo. In piazza si discute del futuro socioeconomico di un’area vastissima ed eterogenea che quasi coincide con l’intero territorio della provincia reggina. Ed in effetti tra gli obiettivi dichiarati dal Presidente Bombino ”quello di eliminare la barriera che attualmente esiste tra la costa e la montagna, al fine di creare un’economia circolare”. Una strategia questa che ha l’obiettivo di costruire uno sviluppo integrato di tutto il territorio, che sappia valorizzare le migliori energie e peculiarità, a cominciare dalla particolare conformazione orografica che consente letteralmente di ”arrampicarsi” in pochissimi chilometri dal mare alla montagna. Quella montagna che secondo il Presidente Bombino ”é quasi una preghiera inespressa”, una ”religione con sue precise gerarchie”, per la quale l’Ente Parco ha il compito – secondo gli intendimenti del Presidente – di ritagliarsi ”un ruolo di coordinamento e di stimolo rispetto alle attività dei Comuni e delle comunità”. Una palla, quella lanciata da Bombino, che il Sindaco di Santo Stefano Michele Zoccali coglie immediatamente al balzo. ”E’ vero che Gambarie è la porta del Parco – ha dichiarato Zoccali – ma oggi sappiamo che è importante uscire dai localismi per ragionare secondo una visione d’insieme. In questi otto anni qui a Santo Stefano abbiamo intrapreso un cammino. Oggi sono ottimista perché tante cose che predicavamo fin dall’inizio sono divenute realtà. A cominciare dalla sinergia con gli altri Comuni, l’interlocuzione con l’Ente Parco e con la Regione sui Pisl e la Gallico-Gambarie. In realtà qui non dobbiamo inventarci nulla, dobbiamo solo riscoprire quello che già abbiamo”. D’accordo con Zoccali il Presidente della Comunità del Parco dell’Aspromonte Giuseppe Zampogna. ”Spesso – ha spiegato Zampogna – gli stessi cittadini non conoscono le bellezze dell’Aspromonte. Sarebbe davvero un peccato non riuscire a valorizzare adeguatamente questa terra. Dobbiamo ricominciare a sentire nostra la montagna per poterla riscoprire”. Ed è proprio nell’ottica di una riappropriazione dell’identità aspromontana da parte dei diversi Comuni del Parco, che tra le attività in programma è prevista la messa in rete l’offerta turistica e culturale, visualizzabile anche attraverso una serie di monitor allestiti nelle diverse aree del parco, ma anche una serie di incontri disseminati sul territorio per consentire alla gente di sentire propria l’identità aspromontana. E di identità ha parlato anche l’autore del romanzo Anime Nere Gioacchino Criaco. Per lui l’Aspromonte ”è l’anima del popolo montanaro, è l’anima della Calabria meridionale, attorno al quale ruotano le identità dei popoli del Tirreno e dello Jonio”. ”Si deve ricostruire questo principio – conclude Criaco – che per secoli ha rappresentato un collante tra le comunità calabresi. Oggi abbiamo la possibilità di regalare l’Aspromonte al mondo, far scoprire a tutti la bellezza di un luogo mistico che abbiamo a due passi da casa”.

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