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Reggio, il Prof. Marino: “Le stime sbagliate sul sommerso in Italia e in Calabria”

28 Luglio 2013
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 4 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo dal Prof.Domenico Marino:

Le stime sbagliate sul sommerso

Molti giornali hanno riportato i dati diffusi dalla CGIA di Mestre sul Sommerso in Italia e in Calabria. La diffusione di questi dati impone una riflessione critica sulla metodologia e sul valore scientifico dei risultati che poi si allarga ad altre considerazioni di natura più ampia.

Partendo dai dati non si può non specificare che quelli presentati sono dei dati privi di qualunque scientificità e oltretutto viziati da errori tanto grossolani da costituire delle autentiche “perle”.  All’inizio del comunicato leggiamo infatti che il PIL irregolare in Italia è pari a 102, 5 miliardi di euro, pari al 6,5 % del PIL. Se questo fosse vero l’Italia sarebbe in una situazione più che ottimale, quasi da Guinness dei Primati, in quanto gli economisti ritengono che una quota di sommerso tra il 7 e 10 % del PIL sia fisiologica. Una quota del 6,5% del PIL sarebbe al disotto della soglia fisiologica.

Più avanti nel testo del comunicato  leggiamo che il Valore Aggiunto del Sommerso è di 275 miliardi di euro. Ora va rimarcato che il Valore Aggiunto è una parte del PIL e, quindi, non si capisce come la parte 275 miliardi di euro (Valore Aggiunto del Sommerso) possa essere superiore al PIL del sommerso (102, 5 miliardi di euro).

Venendo ai dati regionali colpisce il dato eccessivamente basso della Lombardia, intorno al 3-4% del PIL, mentre tutte le fonti accreditate ritengono che la Lombardia, a seguito della crisi degli ultimi anni, sia tra le regioni con un livello di sommerso superiore alla media nazionale.

Ultimo dato da rimarcare quello della Calabria. Si enfatizza come negativo un dato di incidenza del 18,1% che se fosse vero dovrebbe portare ad indire dei festeggiamenti, in quanto il sommerso in Calabria si attestava intorno al 30% di incidenza nei primi anni 2000 ed è sceso a valori di poco superiori al 20% nel 2012. Anche la stima di 1.375 euro di imposte evase per residente è priva di ogni connotazione scientifica, perché porterebbe l’evasione a 2,7 miliardi di euro in Calabria con un incidenza pari a 6-7% del PIL. Anche in questo caso se il dato fosse vero ci sarebbe da “festeggiare”.

In realtà prima ancora che in una dubbia metodologia di calcolo, gli errori sono concettuali e partono da una cattiva conoscenza della definizione corretta degli aggregati economici come definiti dalla statistica economica. Si consiglia fortemente alla CGIA di Mestre, prima di “sparare” ulteriori numeri, la lettura attenta del Rapporto dell’OCSE “ Non Observed Economy”.

Una seconda considerazione va, poi, fatta sull’uso politico che di questi dati e, in questo caso,  il tempismo è alquanto sospetto. E’ interessante notare che un politico leghista come Bortolussi commentando questi dati voglia far ricadere sul SUD il peso del sommerso e quindi avvalorare l’idea stereotipata di un NORD virtuoso e di un SUD problema e che arrivi a consigliare al Presidente Letta di inviare la Guardia di Finanza solo al sud ed in Calabria per risolvere i problemi dell’erario.

Questa operazione culturale di tipo coloniale va rigettata in toto. Chi studia scientificamente il sommerso conosce la complessità del fenomeno e soprattutto le molte forme di economia sommersa e sa bene che esso sia pur in diverse forme è diffuso in tutta la penisola, ma se proprio una differenziazione deve essere fatta, il sommerso del NORD è principalmente un sommerso speculativo che mira al maggior arricchimento dell’imprenditore, mentre quello del SUD è in parte maggioritaria  un sommerso, purtroppo, di sopravvivenza con imprese che fanno fatica a stare sul mercato e pensano di rifugiarsi nel sommerso per realizzare economie e abbattere i costi.

Un’ultima considerazione va infine rivolta alla stampa. Non basta per essere giornalisti copiare e commentare dei comunicati stampa diffusi attraverso le agenzie giornalistiche.

Il giornalista ha il dovere di verificare la fonte, la sua attendibilità e attuare un serio fact checking su quello che scrive. In questo caso, come in molti altri, un serio fact checking è completamente mancato e così si sono state avvalorate e diffuse tesi e conclusioni che non hanno nulla di scientifico e che altro non sono altro che un’opera costante di denigrazione del SUD e della Calabria, al punto da dedicargli le prime pagine.

Prof. Domenico Marino

Professore di Politica Economica

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