
di Dario Lo Cascio – Non è stato sufficiente il primo turno per eleggere il nuovo sindaco a Milazzo. Domenica 13 e lunedì 14 giugno i milazzesi dovranno tornare alle urne per decidere chi, tra Lorenzo Italiano e Carmelo Pino, dovrà essere il primo cittadino della città mamertina.
Un risultato per qualcuno annunciato. Ben sei infatti erano i pretendenti alla poltrona, difficile che la bagarre si risolvesse alla prima votazione. E Italiano e Pino erano i “papabili” per il passaggio al secondo turno.
L’affluenza ai seggi ha superato l’80%, praticamente la stessa di 5 anni fa. Ben 8209 le preferenze per il sindaco uscente Lorenzo Italiano (37,5 %), candidato ufficiale del Popolo della Libertà, in netto calo però rispetto al 2005, dove aveva ottenuto il 58%. Cinque delle undici liste che lo appoggiavano hanno superato lo sbarramento del 5% e avranno diritto alle poltrone in consiglio comunale. A sorpresa però tra queste non si trova quella del PdL, rimasta sotto la soglia.
Per Pino invece il 29,28% dei voti, grazie ai quali sfiderà Italiano tra due settimane. Due liste su cinque hanno superato lo sbarramento. È un ritorno per Pino, già sindaco negli anno 90. Ed è anche già una vittoria perché non appoggiato da partiti ufficiali, ma solo da liste civiche.
Gli altri candidati si sono fermati a distanza. Circa 4mila preferenze per Giovanni Formica, appoggiato dal Partito Democratico e da una lista civica, entrambe oltre la soglia di sbarramento del 5%. Col suo 18,61% non si è però avvicinato ai primi due. Carmelo Torre, candidato dell’MPA, ha ottenuto il 7,14%. Anche per lui una lista avrà diritto a presentare consiglieri comunali.
Fuori da tutti i giochi invece Enzo Russo, con la sua lista civica “Per Milazzo” (4,29% di preferenze per lui, 3,50% per la lista) e Paolo Miroddi, appoggiato dall’Italia dei Valori. Per il candidato IdV solo il 3,17% dei voti.
Già da oggi si stanno organizzando nuovi comizi. Difficile dire chi la spunterà tra Italiano e Pino. Il primo potrebbe contare su una maggioranza praticamente certa in consiglio comunale. Il secondo invece, in caso di vittoria, dovrà adoperarsi nel classico gioco di alleanze. Nuovo appuntamento alle urne domenica 13 e lunedì 14 giugno.
L’affluenza ai seggi ha superato l’80%, praticamente la stessa di 5 anni fa. Ben 8209 le preferenze per il sindaco uscente Lorenzo Italiano (37,5 %), candidato ufficiale del Popolo della Libertà, in netto calo però rispetto al 2005, dove aveva ottenuto il 58%. Cinque delle undici liste che lo appoggiavano hanno superato lo sbarramento del 5% e avranno diritto alle poltrone in consiglio comunale. A sorpresa però tra queste non si trova quella del PdL, rimasta sotto la soglia.
Per Pino invece il 29,28% dei voti, grazie ai quali sfiderà Italiano tra due settimane. Due liste su cinque hanno superato lo sbarramento. È un ritorno per Pino, già sindaco negli anno 90. Ed è anche già una vittoria perché non appoggiato da partiti ufficiali, ma solo da liste civiche.
Gli altri candidati si sono fermati a distanza. Circa 4mila preferenze per Giovanni Formica, appoggiato dal Partito Democratico e da una lista civica, entrambe oltre la soglia di sbarramento del 5%. Col suo 18,61% non si è però avvicinato ai primi due. Carmelo Torre, candidato dell’MPA, ha ottenuto il 7,14%. Anche per lui una lista avrà diritto a presentare consiglieri comunali.
Fuori da tutti i giochi invece Enzo Russo, con la sua lista civica “Per Milazzo” (4,29% di preferenze per lui, 3,50% per la lista) e Paolo Miroddi, appoggiato dall’Italia dei Valori. Per il candidato IdV solo il 3,17% dei voti.
Già da oggi si stanno organizzando nuovi comizi. Difficile dire chi la spunterà tra Italiano e Pino. Il primo potrebbe contare su una maggioranza praticamente certa in consiglio comunale. Il secondo invece, in caso di vittoria, dovrà adoperarsi nel classico gioco di alleanze. Nuovo appuntamento alle urne domenica 13 e lunedì 14 giugno.




