“Ha ragione il Presidente di Confindustria Calabria, Umberto De Rose, nel definire usurari i tassi di interesse che le banche praticano nella regione, che sono tre volte superiori a quelli del resto d’Italia. Alla difficolta’ strutturale di accedere al credito, ancora piu’ avvertita a causa della stretta creditizia in atto per effetto della crisi finanziaria, si aggiunge anche la sproporzione nell’entita’ dei tassi”. Lo dichiara Roberto Occhiuto, deputato dell’Udc. “Si tratta – spiega – di una vera e propria distorsione della concorrenza, che impedisce alle imprese calabresi di competere con quelle delle altre regioni. In sostanza, oltre a subire la carenza di infrastrutture, la lentezza della burocrazia, l’invadenza della ‘ndrangheta, gli imprenditori che operano in Calabria sono costretti a pagare il denaro molto di piu’ dei loro concorrenti. Il Governo dovrebbe intervenire con forza, attraverso un intervento straordinario a sostegno dei Confidi per eliminare questa situazione di svantaggio che gli imprenditori e le famiglie calabresi sono costretti a subire rispetto al resto del Paese. Non e’ piu’ tempo di spot, soprattutto al Sud, dove il tessuto economico e’ piu’ fragile e vulnerabile alla crisi. Sarebbe, invece, – dice Occhiuto – il tempo che qualcuno, innanzitutto tra i parlamentari calabresi del PDL, chiedesse al Governo che fine abbia fatto, per esempio, la Banca del Mezzogiorno, che era nel programma del loro partito, ma che e’ rimasta l’ennesimo spot di un governo che forse ritiene i programmi elettorali simili a quelli televisivi: pieni di spot, appunto”.




