
“Su di noi si sono accesi riflettori spietati: ci hanno sbattuto in prima pagina come fossimo mostri, come se tutti i medici che operano nell’ospedale di Vibo Valentia fossero responsabili delle morti sospette che ci sono state allo Jazzolino.
Il tutto dimenticando le inadempienze della politica e le difficolta’ del contesto in cui siamo costretti a lavorare ogni giorno”.
I primari dell’ospedale calabrese finito nuovamente al centro delle polemiche per i 33 avvisi di garanzia notificati ieri e il sequestro di ben tre reparti, “non ci stanno a subire una giustizia sommaria che ha finito per buttarci tutti nel calderone”. E non se la prendono certo con la Magistratura, “nella quale confidiamo e abbiamo piena fiducia”, ma piuttosto puntano il dito “contro stampa e politica”, rei “di avere usato le parole come pistole cariche”.
A dare voce ai primari dell’ospedale calabrese, “quasi tutti raggiunti dagli avvisi di garanzia della Procura” e stamani riuniti in un incontro per decidere “una linea d’azione comune”, e’ Domenico Consoli, direttore del Dipartimento di medicina e delle specialita’ mediche dello Jazzolino.
“Se c’e’ qualche responsabile, e’ giusto che paghi, e’ giusto che venga condannato – afferma Consoli riferendosi alle tre morti sospette registrate allo Jazzolino – ma non e’ giusto che tutti i medici che operano in questa struttura vengano trattati come degli incompetenti incapaci. Del resto – fa notare all’ADNKRONOS SALUTE – siamo tutti laureati e specializzati come gli altri camici bianchi che operano negli ospedali italiani: non credo che proprio a Vibo ci sia un cretinismo endemico che mina la salute dei nostri pazienti”.
L’esasperazione e’ tale “che non escludiamo – annuncia Consoli – di andare presto dal presidente della Repubblica per illustrargli la drammaticita’ della nostra situazione”. (adnkronos)




