Sarebbero morti annegati nel fango che all’improvviso si sarebbe riversato nella vasca e non avrebbero avuto la forza necessaria a uscire anche perche’ storditi dalla presenza di esalazioni di gas tossici. Sarebbero queste le prime conclusioni sulla morte dei quattro dipendenti comunali e di due operai di un’impresa di espurgo deceduti in un infortunio sul lavoro l’11 giugno scorso nel depuratore di Mineo. Le indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore capo di Caltagirone, Onofrio Lo Re, proseguono per accertare dinamiche e responsabilita’ nella strage. Sei persone, compreso il sindaco del paese catanese, sono indagate per concorso in omicidio colposo plurimo, ma i magistrati hanno sottolineato che e’ un atto dovuto per lo svolgimento degli accertamenti. E a un mese esatto dalla scomparsa di Giuseppe Zaccaria, 47 anni, Natale Sofia, 37, Giuseppe Palermo, 57, Natale Giovanni Sofia, 37, Salvatore Tumino, 47, e Salvatore Smecca, 47, il paese ha deciso di ricordare le vittime del depuratore. Lo faranno il Comune e l’Associazione nazionale costruttori edili di Catania con un incontro che si terra’ sabato a Mineo con la proiezione del film documentario ‘Morire di lavoro’ girato da Daniele Segre nel 2007. Saranno presenti il regista, il sindaco Giuseppe Castania, il presidente dell’Ance Andrea Vecchio e il segretario della Cgil siciliana, Itali Tripi. (ANSA)




