di Pasquale De Marte – Anno nuovo, sconfitte vecchie per la Reggina. Nel senso che gli amaranto tornano a perdere una partita come avveniva a inizio campionato: praticamente senza subire tiri in porta dell’avversario.
Con un autogol di Gagliolo l’Ascoli ha violato il Granillo, dove i padroni di casa non vincono una partita dal 7 novembre. Migliore in campo è stato l’estremo difensore ospite, ma questa non è neanche una magra consolazione.
La Reggina poteva fare di più sul piano della concretezza, ma non ha giocato offerto una prova totalmente negativca. Quello che deve essere chiaro è che se si vuole lottare per traguardi ambiziosi bisognerà trovare il modo di non perdere partite che sembrano stregate. Anche perché non è la prima volta che succede.
Reggina poco concreta nel primo tempo
Non c’erano dubbi sul fatto che la Spal, per la Reggina, potesse essere un avversario insidioso. La partita ha confermato che le premesse fotogravano perfettamente ciò che la sfida avrebbe riservato agli amaranto.
La squadra di Pippo Inzaghi ha dominato il gioco sul piano del possesso palla nel primo tempo, ma gli uomini di De Rosi hanno saputo resistere. Lo hanno fatto non solo difendendosi, ma anche dimostrando coraggio nel tentare di costruire il gioco dal basso, sfidando il pressing alto dei padroni di casa.
La Reggina, orfana dello squalificato Pierozzi, si è presentata con Bouah nella posizione di terzino destro e con Ricci preferito a Canotto nella posizione di ala destra del tridente. La mole di gioco espressa è stata importante e spesso gli amaranto hanno vinto gli uno contro uno creati. Quello che forse è mancato è stata probabilmente una maggiore risolutezza al momento di offrire l’ultimo passaggio.
Se, però, la Spal non ha concluso in svantaggio il primo tempo deve dire grazie al suo portiere. Alfonso si è rivelato strepitoso nel neutralizzare un colpo di testa di Fabbian, servito proprio da Bouah.
Episodio decisivo
Nella ripresa la Reggina ha dato l’impressione di calare sul piano dell’intensità e senza forcing amaranto gli estensi sono riusciti ad uscire di più dal guscio. A completare le sensazioni negative ci ha pensato un episodio sfortunato: l’autogol di Gagliolo sugli sviluppi di un corner.
Sotto di una rete, la partita si è fatta ancora più difficile per la Reggina. La squadra amaranto si è vista prima assegnare e poi revocare un rigore per un fallo su Canotto. Era l’episodio che avrebbe potuto consentire di svoltare, in una partita in cui la squadra di De Rossi si è messa a protezione della propria area di rigore.
E quando la reattiva difesa emiliana non è riuscita a spazzare i palloni arrivati in area, ci ha pensato Alfonso a chiudere la saracinesca. Prima sun colpo di testa di Canotto, su una punizione dalla lunga distanza di Hernani e su un tentativo aereo di Santander.
Incredibilie poi l’ occasioni arrivata oltre il 90′: Loiacono a pochi passi dalla porta si vede la conclusione respinta da Alfonso con la spalla che danza sulla linea prima di entrare in porta
REGGINA-SPAL 0-1
Marcatori: 65′ aut. Gagliolo (S).
Reggina (4-3-3): Colombi; Bouah (78′ Cicerelli), Camporese (85′ Loiacono), Gagliolo, Di Chiara; Fabbian (78′ Santander), Majer, Hernani; Ricci (62′ Canotto), Ménez, Rivas (85′ Gori). In panchina: Aglietti, Contini, Giraudo, Liotti, Paura, Crisetig, Lombardi. Allenatore: Filippo Inzaghi.
SPAL (3-4-2-1): Alfonso; Peda, Varnier (79′ Arena), Dalle Mura; Dickmann (79′ Fiordaliso), Zanellato, Prati (73′ Rauti), Celia; Maistro (79′ Zuculini), Valzania; Rabbi (62′ La Mantia). In panchina: Pomini, Finotto, Almici, Oulam, Tunjov, Deme, Imputato. Allenatore: Daniele De Rossi.
Arbitro: Daniele Perenzoni di Rovereto. Assistenti: Rodolfo Di Vuolo di Castellammare di Stabia e Tiziana Trasciatti di Foligno. IV ufficiale: Enrico Gigliotti di Cosenza. VAR: Marco Serrra di Torino. A-VAR: Mattia Scarpa di Reggio Emilia.
Note – Spettatori 8 505, di cui 87 ospiti. Ammoniti: Dalle Mura (S), Ricci (R), Prati (S), Camporese (R), Canotto (R), Ménez (R). Calci d’angolo: 8-2. Recupero: 3′ pt; 6′ st.






