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    Reggina, tutti i passaggi su come potrebbe funzionare il salvataggio

    Reggina, perchè nonostante i debiti qualcuno vuole il club?

    Con 18 milioni di euro  (questa è la stima dei debiti)  è improbabile arrivare dalla D alla B, tanto vale salvare il club. La Reggina ha un alto potenziale di pubblico, un centro sportivo all’avanguardia a disposizione e uno stadio su cui si può lavorare. Se si considera che, per oltre metà (anche il 70%), le pendenze sono spalmabili con una rateizzazione a lungo termine il gioco rischia di diventare un  buon affare.

    Perché si rischia di non farcela se qualcuno vuole realmente la squadra?

    Perché i tempi sono stretti e bisogna presentare tutti gli incartamenti per l’iscrizione entro il 22 giugno. Il problema non risiede tanto nelle operazioni di compravendita, quanto nel fatto che buona parte dei passaggi dovranno essere autorizzati dall’autorità giudiziaria e questo dilata i tempi. La Reggina, senza iscrizione, è un bene soggetto a depauperamento, questo mette l’autorità giudiziaria nelle condizioni di poter cedere la società.

    Si lavora su due binari

    Non appena gli emissari dell’autorità giudiziaria saranno al timone del club si inizierà a lavorare per l’iscrizione. Si capirà cosa manca e soprattutto quanti soldi servono (circa 3 milioni cash, è la stima per iscriversi al campionato).

    Parallelamente saranno intavolati discorsi con i soggetti acquirenti. Questi avranno finalmente accesso al bilancio e, una volta chiariti tutti i particolari della situazione finanziaria (che conoscono a grandi linee), potranno manifestare ufficialmente interesse per l’acquisto del club.

    Cosa accadrebbe a quel punto? Non ci sarebbero forse i tempi tecnici per un’acquisizione immediata della società. Ci potrebbero, però, essere quelli per la convocazione di un’assemblea dei soci, sebbene si tratti di un pro forma essendo il pacchetto delle quote interamente nelle mani di un unico soggetto.

    Sarà chi gestisce il 100% delle quote che erano di Gallo a deliberare un aumento di capitale necessario e che potrà essere ottenuto anche con una vendita di quote o attraverso un ampliamento della base sociale.  Esistono comunque diversi strumenti finanziari per far fluire liquidità, ma anche garanzie attraverso soggetti terzi. Non bisogna dimenticare che, verosimilmente, alla nuova proprietà toccherebbe anche  gestire la situazione relativa alla fideiussione da 800.000 euro da presentare per l’iscrizione.

    Quella delle intermediazioni finanziarie è una disciplina dove, in linea di massima, dove se c’è qualcuno che garantisce per qualcun altro si può fare fondamentalmente tutto.

    Dunque non mancano, una volta ottenute le dovute garanzie, gli strumenti finanziari attraverso cui i nuovi soci potrebbero dare la prima iniezione di qualità finalizzata all’iscrizione, per poi completare il passaggio dopo il 30 giugno.