“Il caso Reggina va esattamente nella direzione opposta dell’equa competizione: il club ha utilizzato una norma dello Stato che non risponde alle norme dell’ordinamento sportivo e nella fattispecie del calcio”.
Lo ha dichiarato il Ministro dello Sport Andrea Abodi in relazione allo stralcio del 95% sul debito erariale del club amaranto.
. “Non e’ un caso – ha specificato Abodi – che qualcuno sia andato in Lega Pro o non sia stato ammesso ai playoff avendo pagato tutto e tutti e non avendo comprato giocatori, mentre la Reggina ha fatto acquisti e se la sia cavata con il 5% di debiti fiscali. E’ un provvedimento che rispetto ma non condivido”.
Subito è arrivata la risposta di Felice Saladini: “Sono sorpreso dalle dichiarazioni del ministro Abodi. Ritengo che non abbia tutte le informazioni del particolare caso della Società Reggina 1914. Siamo pronti a illustrare anche a lui la nostra posizione, così come ne abbiamo riferito a tutti gli organismi federali dello sport e all’autorità giudiziaria, assumendoci anche responsabilità e penalizzazioni”.
Poi è intervenuto Gravina, presidente della Figc. “Il cosiddetto ‘caso Reggina – ha detto – è stato possibile perchè le leggi dello Stato non sono coerenti con il più’ stringente quadro normativo federale”.
Ho chiesto al Ministro Abodi – ha detto Gravina – di agire prontamente per impedire che le leggi dello Stato rendano vani gli sforzi della Figc a difesa dell’equilibrio competitivo del sistema calcio”.
Gli eventuali interventi che potrebbero seguire a queste dichiarazioni, ovviamente, ormai non cambieranno le sorti del caso Reggina.





