Il clima che si respira attorno alla Reggina nelle ultime settimane è strano. Per fortuna la vittoria di Perugia ha cancellato qualche alone di negatività eccessiva che era presente nell’aria. Le nove sconfitte in undici partite avevano offuscato l’idea che la squadra fosse perfettamente in linea con i suoi obiettivi. Il giorne di andata aveva forse un po’ illuso che tutto potesse esssere facile.
L’asticella della competitività però si è alzata e il club amaranto, per le note vicende, non è riuscita ad adedguarsi con il mercato di gennaio. Tuttavia, nella fase calante del rendimento c’è anche un po’ di responsabilità e di casualità.
Non deve sfuggire il fatto che la vittoria di Perugia è infatti arrivata contro una squadra alla portata. Le precedenti sconfitte erano, invece, arrivate contro Parma, Cagliari e Genoa. Formazioni con un budget sostanzialmetne superiore a quello amaranto. Ko di misura, con una sola giornata davvero storta (quella con i sardi).
Forse si poteva cambiare modulo un po’ prima, forse si poteva coinvolgere di più i giovani della rosa per averli pronti. Ma questi sono dettagli che si valuteranno a fine stagione.
Di certo la Reggina ci ha messo del suo conquistando zero punti in partite vinte come qulle di Cittadella e Cosenza.Così come c’erano tutti i margini per conquistare almeno un punto a Bolzano e Palermo, evitando sconfitte arrivate nei minuti finali. I “se” ed i “ma” nel calcio non contano, ma aiutano a farsi un’idea del perché la squadra poteva tranquillamente avere una situazione anche migliore di classifica rispetto a quella buona attuale.
Nelle prossime tre paritte la Reggina affronterà squadre forti (anche costruite con maggiori investimenti rispetto agli amaranto), ma che sono andate male in questa stagione. Prima il Venezia, poi il Benevento ed infine il Brescia. Tre partite in cui si dovrà esprimere il più possibile a livello di risultati, se davvero si vuole lanciare la propria candidatura per un posto nei play off.





