Anno 2023. La Reggina va a processo con la giustizia calcistica perché non ha rispettato delle scadenze, ma è in piena regola con la legge dello Stato. Una situazione che nasce da un cortocircuito legato al fatto che le regole federali non si sono adeguate alle nuove procedure di stabilizzazione finanziaria delle aziende. E le società di calcio lo sono.
Tutto il calcio rischia una brutta figura, considerato che lo stesso Coni invoglia le società ad autorizzare tutte le strade per salvaguardare la continuità aziendale. E la Reggina di Saladini lo ha fatto scegliendo di aderire al Salva Aziende. Quando il Tribunale darà l’omologa alla ristrutturazione del debito il club avrà una nuova primavera finanziaria. Il tutto grazie alle garanzie date dalla nuova proprietà.
Nel frattempo ci sarà da lottare nella guerra dei paradossi. La Reggina deferita per i mancati pagamenti (non avvenuti per cause di forza maggiore) andrà in udienza alle 11.30 per il deferimento relativo al 16 marzo. La squadra amaranto, in primo grado, dovrebbe prendere tra i tre ed i quattro punti di penalizzazione.
La decisione arriverà nelle prossime ore o forse già domani, martedì. Nel calcio si sta facendo strada l’ipotesi che l’intera penalizzazione verrà revocato al Collegio di Garanzia del Coni. Tant’è che gli altri club, consci dell’evoluzione della vicenda, sembrano meno battaglieri di quanto non fossero un paio di mesi fa.
Di certo c’è che, al momento, si sta andando incontro ad una situazione fastidiosa.






