Il caso Reggina è spinoso. A livello comunicativo è difficile da spiegare al semplice tifoso che non ha il tempo e la voglia di apprendere come stanno le cose, soprattutto se tifa per altre squadre e grida allo scandalo.
Piccolo promemoria come premessa: il club amaranto non ha problemi economici, ha dato garanzie di solidità al Tribunale che sta per ratificare il concordato sulla situazione debitoria e ora attende il passaggio che porterà il club ad una nuova vita e stabilità economica. Le criticità da affrontare vengono dal passato.
Prima questione: perché la Reggina ha saltato la scadenza del 16 febbraio a livello fiscale? Perché il Tribunale, in attesa dell’omologa della rateizzazione de debito con i creditori, ha congelato tutte le spese non correnti. Per questo non ha potuto fare calciomercato a gennaio. Può, però, comunque pagare gli stipendi non le tasse. Tutti i tesserati hanno ricevuto e continueranno a ricevere i propri emolumenti.
Seconda questione: la Reggina rischia l’esclusione dal campionato? No. Perché a posto fino al 16 febbraio con i pagamenti di tasse e contributi. I regolamenti dicono che anche in caso di più inadempienze nei bimestri “fiscali e contributivi” nel secondo semestre stagionale si rischia al massimo una penalizzazione (con eventuali recidive).
Perché, secondo qualcuno, la Reggina rischierebbe l’esclusione del campionato? Perché nell’immaginario collettivo il club non ha saldato le pendenze relative al Decreto Salva Calcio. Ossia uno strumento che ha consentito ai club calcistici di spalmare in sessanta rate le tasse non pagate e accumulate con le proroghe concesse nel periodo Covid. La Reggina ha sì inglobato tutto quel monte debitorio nel concordato, ma ha soprattutto fatto la cosa più importante. Ha pagato entro il 29 dicembre le tre rate che servivano per attivare la procedura di rateizzazione. come hanno fatto le altre società. Anche queste, tra l’altro, sono pendenze che vengono dal passato. Per dicembre la Reggina ha già avuto l’ok della Covisoc, perché adesso si torna a parlarne?. Si fatica, dunque, a capire perché si stia sollevando un polverone alimentato all’interno del calcio.
Cosa succede con la scadenza del 16 febbraio bucata? La Reggina sarà segnalata dalla Covisoc alla Procura Federale, che probabilmente la deferirà. A quel punto il tribunale Federale potrebbe decidere per infliggerle due punti di penalizzazione. Qualora la penalizzazione arrivasse davvero , il club amaranto ricorrerebbe sottolineando la volontà espressa per iscritta di pagare ed il no ricevuto dal Tribunale. Già un anno fa si parlava di mancati pagamenti per cause di forza maggiore, stavolta i margini sembrano più ampi per sottolineare la mancanza di dolo in sede difensiva. Tuttavia, la salvezza e la stabilità del club varrebbe più di due punti di peanlizzazione.
Cosa succede il 16 marzo? La Reggina spera che la procedura di concordato sia completata. in modo da poter rispettare la nuova scadenza federale. Qualora così non fosse, chiederà nuovamente di poter pagare e si ripeterà la situazione con rischio di penalizzazione (più recidiva). Non è contemplata l’esclusione dal campionato
Si poteva pagare prima? Certamente. Ma si potevano pagare anche non pagare i 13 milioni di debiti che la Reggina ha e farla fallire già la scorsa estate. Il monte debitorio iniziale, tra l’altro, era più alto ed è già stato in parte onorato dalla nuova società.





