Cinque sconfitte in sei partite. Fino a quando il trend non sarà invertito i numeri negativi continueranno ad essere una sorta di incubo. Saranno ripetuti spesso e saranno una specie di velo di negatività che aleggerà su ogni pensiero che riguarda la Reggina
La Serie B, però, è così. Regala spesso e volentieri momenti di negatività assoluta. Conta come e quando li superi. A guardare la classifica nulla è precluso alla squadra di Pippo Inzaghi. A guardare il rendimento viene un po’ di ansia, ma che deve lasciare spazio alla consapevolezza.
Per il terzo anno consecutivo, da quando è tornata in B; la Reggina è chiamata a invertire la rotta. Nel primo anno furono gli arrivi di Marco Baroni e dei nuovi acquisti di gennaio a segnare una linea di demarcazione: da squadra candidata a retrocedere a formazione che sfiorò i play off con un girone di ritorno da big.
Lo scorso anno, invece, dopo un avvio da primato, tutto volgeva al peggio. La squadra di Aglietti non giocava benissimo, ma aveva qualche certezza che la rendeva solidissima. Come i gol di Galabinov, una difesa affidabile e una solidità generale. Poi il buio pesto. Quattro punti in undici partite e nulla sembrava poter scuotere quella squadra.
Il mercato portò Folorunsho, ma quello che fece la differenza furono le scelte di Stellone. Cambiò modulo, iniziò a ruotare tutta la rosa e con un gioco poco spettacolare (ma efficace) riuscì a salvare una situazione che sembrava disperata.
La Reggina di oggi è tutt’altra cosa. Gli amaranto hanno fatto un grande girone d’andata e continuano a giocare bene. Soprattutto nell’undici titolare hanno una qualità decisamente sopra la media. Stanno sbagliando qualcosa, hanno dei limiti se si considera l’ampiezza della rosa ma sono soprattutto vittima degli eventi. L’idea è che un nuovo cambio di rotta sia più facile di quanto non sia stato quello dell’anno scorso. Risulta chiaro che occorre averlo e si spera che presto possa arrivare la scintilla giusta. Senza dimenticare, ovviamente, che quest’anno si lotta per altri obiettivi e che per gareggiare con avversari di qualità più elevata l ‘asticella è decisamente più alta.





