di Vittorio Pio – Continua a pieno ritmo la marcia del Catanzaro verso l’obiettivo atteso da tutta una città. Per battere un coriaceo Taranto bastato un rigore, peraltro discutibile, trasformato da Pietro Iemmello. E se la partita è stata disputata ad alto livello agonistico, purtroppo l’arbitraggio non è stato minimamente all’altezza, con grandi svarioni da entrambe le parti firmate appunto da Filippo Giaccaglia da Jesi.
I giallorossi mantengono i 6 punti di vantaggio rispetto al Crotone che ha regolato di misura il Monopoli in trasferta. Dopo due settimane di sosta e qualche strascico dovuto alle feste, il Catanzaro è sceso in campo per fare la sua solita gara, trovando un Taranto molto ben disposto da Ezio Capuano. Dopo cinque minuti I ragazzi di Vivarini erano già avanti con un rigore concesso con una punta di leggerezza per un atterramento ai danni di Biasci. Iemmello ha trasformato con freddezza il penalty, cambiando il consueto angolo di battuta: la partita si è quindi incanalata secondo un binario in cui la squadra di casa ha esercitato una costante pressione e supremazia territoriale, che però non ha fruttato altre occasioni pericolose fin quasi la metà del secondo tempo. Dall’altra parte il Taranto non ha mai provato seriamente a farsi sotto dalle parti di Fulignati, accontentandosi di limitare i danni.
Le Aquile non hanno mai rischiato nella loro 18esima vittoria nel torneo, la numero 11 in casa, palcoscenico sempre propizio per le aquile giallorosse, che così continuano ad essere un riferimento di eccellenza per i campionati professionistici di tutta Europa. Unico neo il rosso per proteste a Vivarini a metà ripresa, reo di aver proferito una parola di troppo nei confronti della giacchetta nera, su cui si sono scagliati anche dirigenti e tecnici della squadra pugliese, confermando che se c’è qualcosa che non va in questo girone meridionale della serie C, è proprio il livello oggettivamente basso, della classe arbitrale.






