• Reggina, parla Menez e non le manda a dire al passato: “Volevo smettere, ma tutto gira. Grazie Stellone e Inzaghi”

    Jeremy Menez è l’arma in più della Reggina di Inzaghi. Sembra un giocatore diverso rispetto a quello degli anni scorsi.

    “Giocare – ha rivelato –  più centrale, da prima punta o da seconda, mi consente di esprimermi meglio. Il buon rapporto con l’allenatore e con tutti rende tutto più facille. Mi sto diveretendo”.

    Per lui anche la fascia di capitano. “I gradi – ha rivelato Inzaghi – me li ha dati il mister. Mi ha dato fiducia, ci consosciamo da tano tempo. Inzaghi sa la persona che sono e i compagni mi conoscono da tre anni. Non ho mai fatto problemi nel gruppo e questo è bello. Penso che mi sono meritata la fascia per quello che ho vissuto. Provo a dare l’esempio a tutti, anche se a volte il mio carattere dà l’immagine di che non si importa”.

    A giugno c’è anche un contratto in scadenza. “Stiamo – ha rivelato – parlando con il direttore. Restare? Sì lo vorrei, ma vediamo cosa succederà. Prima di tutto mi diverto e spero di continuare a farlo, vedremo con calma”.

    “L’accoglienza dei tifosi quando sono arrivato  è stata bellissima e la ricorderò sempre. Sono a Reggio da tre anni e ho capito l’improtanza dei tifosi. Quando i risultati sono negativi ce lo fanno percepire, forse sarebbe meglio una via di mezzo. Però so che al Sud il carattere è così e poi quest’anno con le cose che vanno bene l’atmosfera bellissima. Noi non dobbiamo mollare e far sì che questa aria duri più a lungo possibile”.

    Questa Reggina per Menez ha possibilità di fare ulteriori di salti di qualità “La squadra – ha spiegato – ha qualità. Sono arrivati tanti calciatori importanti. Con il lavoro e con l’aiuto del mister possiamo andare nella strada giusta e stiamo facendo vedere di poter giocare bene. Nello spogliatoio c’è una bella atmosfera ed è la cosa più importante”.

    Poi spazio al rapporto con Inzaghi. “Con Stellone – ha rivelato il francese –  ho avuto un bellissimo rapporto. Nel calcio, però, ci sono cambiamenti. Quando ho saputo che arrivava Inzaghi ero contento, perché è una persona sincera e che non ti prende in giro. Tutti parlano bene di lui e non è un caso, lui sa come farmi giocare”.

    “La squadra – ha proseguito – non è Menez-dipendente. Ci sono 30 giocatori. So di avere un passato, un vissuto e una carriera e provo a dare il meglio per dare consigli anche ai più giovani. La squadra è senza dubbio forte anche senza di me. Abbiamo perso quattro partite, ma dovevamo vincerle tutte. Chi ci ha messo di più in difficoltà è il Genoa ed avrà il tempo per rislaire.”.

    E poi un riassunto dei suoi tre anni a Reggio: “Da quando sono arrivato c’è stato sempre un bel gruppo, sia a livello di calciatori che di uomini. Io sono una persona che quando si sente presa in giro, prende in giro allo stesso modo. Sono fatto così. Da quando è arrivato Stellone è cambiata la musica. Sono stato me stesso, mi hanno fatto vedere che ero importante e quello per me conta tantissimo. Adesso con Inzaghi la strada è la stessa, lui è una persona fantastica e non lo voglio deludere”.

    “Alle critiche – ha proseguito –  sono abituato, ma la cosa più fastidiosa è che non potevo fare vedere quello che potevo fare in campo. Mi conosco so quello che posso dare alla squadra, alla società e alla città. Nella vita tutto gira. Sono contento. Ho anche pensato di smettere. Ero lontano dai miei figli, ero qui e non giocavo. Pensavo di tornare in Francia, però poi ci pensi e capisci che fai un lavoro bellissimo. Non sarebbe stato giusto finire in un certo modo. Taibi con me è stato sempre un grande. Vecchia società? Meglio parlare della nuova”.