Il percorso della Reggina di Filippo Inzaghi è stato, fino ad ora, da applausi. Una base pregevole da cui ripartire da quello che sarà un nuovo campionato: il girone di ritorno. Sottovalutare l’innalzamento del livello di competività del girone di ritorno è un errore che, però, nessuno vuole fare.
Ecco perché la voglia di rafforzarsi prevale sulla tentanzione di non toccare nulla per non rompere il giocattolo. Il Genoa sarà un’altra squadra, il Pisa sta tornando al livello che gli si riconosceva ad inizio stagione, Bari e Parma si rafforzeranno. Lo faranno tutte le squadre e ogni partita sarà più difficile.
Questo significa che, inevitabilmente, serve prendere contezza di quelle che sono le parti da migliorare e lavorare affinché ciò avvenga, senza disperdere quanto di buono costruito fino ad ora. Massimo Taibi, con il placet della società, avrà un budget da utilizzare per innalzare la qualità media dlella rosa allungando le possibilità di scelte di alto livello del tecnico.
Ad oggi è pronosticabile che, alla fine del mercato di gennaio, la squara amaranto avrà cinque o sei volti nuovi:
- Un portiere di comprovata affidabilità
- Un terzino destro che sia alternativo a Pierozzi, ruolo oggi scoperto
- Un difensore centrale
- Un centrocampista con caratteristiche da mezzala (potrebbero diventare due se Obi fosse ritenuto non recuperabile nel breve termine)
- Un calciatore offensivo in grado di fare la differenza (Non è detto sia un centravanti, soprattutto se Galabinov dovesse dare garanzie)
Sembrano , invece, destinati ad andare via Ravaglia (fine prestito al Bologna), Dutu e Agostinelli (fine prestito alla Fiorentina) e Loiacono. Serve, inoltre, liberare caselle over .Gli indiziati principali sono Santander e Obi, soprattutto se dovessero continuare a genere perplessià.
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