• Quello da cui la Reggina deve ripartire e ciò che non deve restare sotto traccia

     

    Per un paio di giorni gli animi non sono stati sereni. Troppa la rabbia per assorbire il pesante torto arbitrale subito contro il Benvento. Non a caso la Reggina ha scelto il silenzio stampa, facendo parlare solo il direttore sportivo Taibi e, in parte, il presidente Marcello Cardona. Adesso, però, serve mettersi alle spalle le tossine e lavorare in maniera proficua in vista dell’impegno di Brescia.

    Non deve passare in secondo piano il fatto che domenica al Rigamonti si giochi una partita tra la seconda in classifica, gli amaranto ,e la terza, le rondinelle.  La squadra di Clotet è alla pari con il Genoa e a tre lunghezze dagli amaranto. Uno scontro diretto per quelli che, fino al momento, sono stati i valori espressi del campionato.

     

    Chi se ne è accorto sono di certo i 1100 tifosi della Reggina che hanno polverizzato i biglietti a disposizione per il settore ospiti del Rigamonti. E dalla passione dei tifosi la Reggina di Inzaghi deve ripartire, ma anche e soprattutto dalle consapevolezze che derivano dal campo.

    La Reggina ha affrontato in serie Cagliari, Genoa, Venezia e Benevento. Quattro squadre tra quelle maggiormente accreditate per la promozione ad inizio campionato. Sono arrivati otto punti e ne sarebbero dovuti arrivare almeno un paio in più se nell’ultima domenica qualcosa fosse andato per il verso giusto.

    Per gli uomini di Inzaghi è il momento di spingere.