La premessa è d’obbligo: la Reggina non meritava di perdere a Modena, ma probabilmente di vincere. Si sa che, però, in B meriti e valori lasciano spazio alle evidenze del campo, dove spesso l’equilibrio viene rotto da episodi. Perché il gol del Modena è stato quello.
Dieci minuti di spinta emiliana contro oltre ottanta di dominio amaranto. E, a proposito di ciò, analizzando le sette partite giocate fino ad ora emerge un aspetto che sicuramente è all’attenzione di Inzaghi.
La Reggina ha vinto cinque partite e lo ha sempre fatto perdendo la sfida del possesso palla. Nel senso che gli avversari hanno tenuto molto di più il pallone, con l’eccezione di Pisa dove c’è stato un 50 a 50. Cosa vuol dire questo? Che la prima deduzione logica è che, andando in vantaggio e spesso è accaduto, sono gli altri a dover fare la partita.
L’altro asppetto è che forse la squadra dovendo manovrare di più il pallone, fatica a fare la giocata che la rende a tratti irresistibile per gli avversari: i lanci in profondità per gli esterni con le mezzali che si buttano dentro.
E, a dire il vero, soprattutto a Modena la circolazione di palla è stata buona, ma soprattutto nel primo tempo serviva forse creare maggiormente i presupposti per fare male ad un avversario inferiore dal punto di vista tecnico. Una soluzione potrebbe essere l’inserimento di un centravanti, ma oggi pensare di lasciare fuori Menez è ovviamente una bestemmia. Così come togliergli libertà, facendolo giocare sull’esterno. Anche eliminare un centrocampista rischia di togliere equilibri trovati.
Toccherà ad Inzaghi individuare la soluzione adeguata per evitare che partite contro avversari più deboli si decidano prima che un episodio possa alterare l’ordine delle cose, come accaduto al Braglia. Fermo restando che in B può accadere di tutto.





